Violenze e minacce alla compagna nel Teramano, patteggia due anni e mezzo

Un uomo di 38 anni ha patteggiato una pena di due anni e sei mesi di reclusione per maltrattamenti e lesioni ai danni della compagna, con la quale viveva insieme ai tre figli piccoli in un comune dell’entroterra teramano. L’uomo si trova in carcere dallo scorso agosto. Il giudice per le indagini preliminari Marco Procaccini ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Cataldo e Francesco Mariano. È già stata fissata un’udienza davanti al Tribunale del Riesame.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe subito per anni aggressioni fisiche, minacce di morte, insulti e comportamenti vessatori, anche in presenza dei figli. Il compagno le avrebbe impedito di accendere i termosifoni e utilizzare la stufa durante l’inverno, oltre a limitarle l’uso degli elettrodomestici. L’uomo avrebbe inoltre controllato la disposizione di alimenti e vestiti nell’abitazione, fotografando e riprendendo ciò che riteneva fuori posto. Durante la terza gravidanza, al sesto mese, la donna sarebbe stata colpita con un pugno a un occhio, riportando conseguenze che avrebbero richiesto un intervento chirurgico l’anno successivo.
L’ultimo episodio contestato risale a luglio 2026, quando il 38enne avrebbe afferrato la compagna per i capelli, trascinandola a terra e colpendola alla testa con schiaffi e pugni. Le avrebbe poi sottratto il cellulare. La donna si era successivamente recata al pronto soccorso, dove erano stati riscontrati i segni delle percosse. In precedenza l’uomo avrebbe anche rivolto minacce di morte alla compagna, coinvolgendo telefonicamente i suoi genitori. La donna ha infine lasciato l’abitazione familiare insieme ai tre figli.
A sostegno delle contestazioni sono stati acquisiti messaggi WhatsApp, una registrazione audio, documentazione sanitaria e le dichiarazioni di una familiare che aveva notato lividi e segni di violenza sul corpo della donna. Nell’agosto scorso il giudice aveva disposto la custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura, ritenendo concreto il rischio di reiterazione delle condotte e insufficienti misure meno restrittive, compresi gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Dopo il patteggiamento, il 38enne resta detenuto in attesa della decisione del Riesame.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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