Il settore dell’autotrasporto continua a ridursi anche in Abruzzo, dove negli ultimi dieci anni le imprese attive sono passate da 1.763 nel 2015 a 1.341 nel 2025, con una contrazione del 23,9%. Il dato emerge dal report dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che evidenzia un calo diffuso a livello nazionale e segnali di difficoltà legati soprattutto all’aumento dei costi e alla carenza di liquidità.
A livello territoriale, la flessione riguarda anche le province abruzzesi: a Pescara le imprese scendono da 580 a 404 (-30,3%), a Teramo da 426 a 325 (-23,7%), all’Aquila da 291 a 230 (-21%) e a Chieti da 466 a 382 (-18%). La riduzione si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione del settore, con una diminuzione significativa delle realtà più piccole.
Sul piano nazionale, le imprese di autotrasporto sono diminuite del 22,2% passando da 86.590 nel 2015 a 67.349 nel 2025, con una perdita complessiva di oltre 19 mila unità . Secondo le stime, circa un’impresa su cinque rischia la chiusura entro la fine del 2026 a causa della crisi di liquidità, aggravata dall’aumento del prezzo del diesel che oggi supera i 2,1 euro al litro, incidendo per circa il 30% sui costi operativi.
Il report evidenzia come l’incremento dei costi del carburante e i ritardi nei pagamenti mettano sotto pressione le aziende del settore, con effetti sulla sostenibilità economica e sulla tenuta complessiva della filiera logistica.
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