Confindustria Chieti – Pescara lancia l’allarme sui rincari dell’energia

 “Il caro energia rischia di lasciare ferme molte imprese. Le bollette sono alle stelle, e l’ultimo intervento del governo concentrato soprattutto sulle famiglie ha ammortizzato solo parzialmente il problema per il mondo delle imprese che sono in allarme, strozzate dagli ultimi rincari. Chiediamo un intervento immediato per scongiurare il rischio di chiusure e fallimenti che attraversa l’industria anche della nostra Regione.” A sostenerlo è Silvano Pagliuca, Presidente di Confindustria Chieti Pescara, l’associazione che rappresenta oltre 800 realtà produttive di tutti i settori, tra grandi, medie e piccole imprese delle due province.
Prosegue Pagliuca: “Se la situazione perdura, prevediamo che le attività di queste aziende potrebbero essere definitivamente sospese nel giro di 6 mesi. Chiediamo alle istituzioni che si faccia tutto il necessario per garantire alle imprese di poter continuare a dare occupazione e far crescere l’economia del territorio.”

“Come Confindustria Chieti Pescara abbiamo chiesto in passato e chiediamo ancora di investire nuovamente sull’efficientamento energetico mettendo a disposizione ulteriori risorse in modo da permettere lo scorrimento della graduatoria del bando suindicato. Proprio in un momento in cui da una parte si ricerca energia pulita e dall’altra si cercano soluzioni all’aumento dei costi energetici, imprese e occupazione grazie alle risorse del PNRR potrebbero ricevere un incentivo verso il risparmio energetico e la crescita sostenibile. Abbiamo chiesto agli uffici regionali di competenza di attivarsi per riuscire a reperire le risorse per finanziare tutte le istanze, soprattutto sulla linea 3 dove i progetti di investimento per la realizzazione ed installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficientamento energetico di edifici e sedi di attività produttive ci sono già.” Conclude Pagliuca: “Questo shock energetico è un problema non solo per le grandi aziende ma per intere filiere. Il rischio è che le aziende spostino la produzione. Pensiamo solo che il costo dell’energia per le imprese, a livello nazionale, nel 2019 era di 8 miliardi, nel 2021 di 20 e la previsione per il 2022 è di 37miliardi. Ci uniamo pertanto all’appello di Confindustria: servono interventi congiunturali ma anche strutturali di medio termine”.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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