A luglio 2026 l’inflazione in Abruzzo si attesta al 2,9% su base annua, un valore in linea con la media nazionale. Secondo i dati definitivi dell’Istat, la regione si colloca allo stesso livello di Friuli-Venezia Giulia e Umbria, mentre gli aumenti dei prezzi risultano più elevati in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio, Sardegna e Liguria. Nelle altre regioni il tasso di inflazione è inferiore alla media italiana.
A livello nazionale, l’indice dei prezzi al consumo registra a luglio un aumento dello 0,3% rispetto a giugno e del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2025, in lieve rallentamento dal 3% di giugno. La frenata è legata soprattutto agli energetici non regolamentati, passati dal +13,3% al +11,4%, e agli alimentari non lavorati, dal +4,4% al +3,6%. Accelerano invece gli energetici regolamentati, dal +9,2% al +14,8%.
Rallenta anche il cosiddetto “carrello della spesa”: i prezzi dei beni alimentari e di quelli per la cura della casa e della persona passano dal +1,3% al +1% su base annua. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto scendono dal +3,9% al +3,4%, mentre l’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile all’1,6%. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,7%.
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