Rapporto sul turismo enogastronomico, il 58% si è recato in ristoranti etnici

I turisti  non si accontentano più delle tradizionali proposte di degustazione, ma vogliono vivere l’enogastronomia locale in tutte le sue sfaccettature in base ai propri gusti ed esigenze. Parola di Roberta Garibaldi, docente universitario di Tourism Management, membro del Board della World Food Travel Association e del World Gastronomy Institute e autrice del Rapporto sul turismo enogastronomico. ”Circa il 50% degli appassionati di viaggi enogastronomici – afferma Roberta Garibaldi – sono ‘onnivori’: durante la vacanza vogliono vivere un insieme variegato di esperienze arricchenti e l’enogastronomia, già di per sé multisensoriale, emozionale e culturale, soddisfa al meglio i loro bisogni. Questi turisti sono, quindi, aperti verso l’esplorazione di forme di fruizione differenti e questo loro desiderio deve essere da stimolo per le destinazioni per ampliare e arricchire l’offerta, diversificandola e integrandola. Soprattutto in un momento come l’attuale, dove un’attenta pianificazione delle strategie può creare un vantaggio competitivo nei prossimi mesi”. I profili psico-culinari sono l’insieme di aspettative, gusti ed esigenze personali verso le proposte enogastronomiche in viaggio. Ogni turista tende a identificarsi in un profilo predominante e nel 43% dei casi si tratta dell”eclettico’, ossia chi fa della varietà dell’offerta una prerogativa irrinunciabile nei viaggi. Questa tipologia risulta essere la più diffusa tra i viaggiatori di Canada, Stati Uniti, Messico, Cina e Regno Unito; solo fra i francesi prevale il tema dell’autentico. Il profilo eclettico è trasversale sia alle generazioni, con il 53% dei Boomers, il 45% della Generazione X, il 38% dei Millennials e il 37% della Generazione Z, sia ai generi con il 42% delle donne e il 41% degli uomini.

Questo desiderio di ricercare e vivere esperienze enogastronomiche differenti viene confermato anche dal comportamento effettivo: i turisti stranieri hanno partecipato mediamente a 3,9 differenti tipologie di proposte nel corso dei viaggi compiuti negli ultimi due anni, valore che sale a 4,7 considerando chi ha viaggiato con motivazione primaria l’enogastronomia. Quanto agli italiani si mostrano eclettici con l’85% che dichiara di aver partecipato a cinque o più esperienze, a dimostrazione del forte desiderio di scoprire e sperimentare l’enogastronomia locale in tutte le sue sfaccettature. Fra le proposte più popolari figurano, oltre al gustare prodotti tipici, visitare un mercato e il recarsi presso bar e ristoranti storici. Grande interesse suscitano le esperienze di visita ai luoghi di produzione, soprattutto nelle aziende agricole che registrano un tasso di interesse maggiore rispetto alle cantine. C’è interesse nel provare piatti di cucine differenti da quelle locali, con il 58% che si è recato in ristoranti etnici, ma è comunque un interesse meno marcato rispetto ai turisti stranieri. Ciò è anche dovuto al fatto che il turismo enogastronomico degli italiani è principalmente domestico e la ricchezza e varietà del panorama enogastronomico regionale è tale da mettere in secondo piano il desiderio di cucine straniere.

Il turista non ricerca varietà nelle sole proposte, ma anche nella cucina, a prescindere dalla meta che sta visitando. Quasi 7 turisti su 10 desidererebbero provare piatti di tradizioni culinarie differenti anche se la destinazione è rinomata per una in particolare e fra i turisti enogastronomici il numero è ancora maggiore, salendo all’81%. Ciò non significa mettere in secondo piano le specialità del luogo, che da sempre sono da forte stimolo per recarsi in una determinata località, ma che i turisti amano esperienze di ogni tipo. Il 48%, ad esempio, di coloro che hanno acquistato cibo presso un food truck ha anche mangiato in ristoranti gourmet e viceversa. Questo eclettismo si traduce, inoltre, in un maggiore desiderio di abbinare altre attività alle esperienze enogastronomiche. Il viaggiatore ricerca proposte integrate con attività culturali e ludiche, in primis la visita alle attrazioni culturali (indicato dall’85% dei turisti enogastronomici e dal 72% dei turisti generalisti) e lo shopping (rispettivamente 85% e 68%)

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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