Sicurezza sul lavoro, Abruzzo in zona bianca nel primo semestre 2026

L’Abruzzo rientra nella zona bianca della mappa del rischio di mortalità sul lavoro nel primo semestre del 2026. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, che confronta l’andamento degli infortuni nei primi sei mesi degli ultimi quattro anni. La zona bianca comprende le regioni nelle quali l’incidenza degli infortuni mortali è inferiore al 75% della media nazionale.

Il dato del 2026 segna per l’Abruzzo una situazione diversa rispetto ad alcuni degli anni precedenti. Nel quadriennio analizzato, infatti, la regione è stata per due anni su quattro in zona rossa, insieme alla Puglia, mentre Umbria, Sicilia, Campania e Trentino-Alto Adige hanno raggiunto la fascia di rischio più elevata in tre anni su quattro.

Nel primo semestre 2026 l’Abruzzo è invece nella fascia bianca insieme a Lazio, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta. La media nazionale è pari a 14,5 morti sul lavoro ogni milione di occupati. In zona rossa, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media italiana, figurano Calabria, Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia.

Il quadro nazionale resta sostanzialmente stabile sul fronte dell’incidenza: si è passati da 14,7 morti per milione di occupati nel primo semestre 2023 a 14,5 nel 2026. Nello stesso periodo, tuttavia, il numero complessivo delle vittime è aumentato da 450 a 482, pari al 7,1% in più, mentre le denunce di infortunio sono cresciute del 6,3%.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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