Sono 941.635 i contribuenti Irpef nelle quattro province abruzzesi, secondo i dati relativi al 2024 elaborati dall’Ufficio studi della CGIA su informazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Chieti registra il numero più elevato, con 275.483 contribuenti, davanti a Pescara con 227.047, Teramo con 226.199 e L’Aquila con 212.906.
La componente principale è rappresentata dai lavoratori dipendenti. In provincia di Chieti sono 147.259, a Teramo 128.652, a Pescara 123.480 e all’Aquila 114.882: complessivamente 514.273 contribuenti con reddito da lavoro dipendente. I titolari di reddito da pensione sono invece 99.184 nel Chietino, 77.644 nel Teramano, 76.632 nell’Aquilano e 75.553 nel Pescarese, per un totale regionale di 329.013.
Più contenuta la platea dei contribuenti classificati come lavoratori autonomi: 10.603 a Chieti, 9.746 a Pescara, 9.199 a Teramo e 7.883 all’Aquila, per un totale di 37.431. Il documento precisa che in questa categoria sono compresi professionisti e imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata, mentre sono esclusi i contribuenti in regime forfettario, non soggetti all’Irpef.
I dati abruzzesi si inseriscono nell’analisi della CGIA sul peso e sulla percezione del prelievo fiscale. Per una famiglia tipo composta da due lavoratori dipendenti con un figlio, il prelievo stimato nel 2026 è di 20.592 euro: 13.030 euro, pari al 63,3%, vengono trattenuti alla fonte e 6.676 euro, il 32,4%, derivano da imposte definite “occulte”, come Iva e accise. Solo 887 euro, il 4,3%, vengono versati direttamente dalla famiglia. Complessivamente, quindi, il 95,7% del prelievo avviene attraverso trattenute o imposte incorporate nei consumi.
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