«È necessario definire prima il destino degli asset delle terme di Caramanico e poi assegnare le acque a chi avrà i mezzi per utilizzarle». Lo afferma Silvio Maresca, amministratore unico di Terme di Torre Canne srl, società pugliese che, insieme al Gruppo Terme & Spa Italia, ha presentato all’Areacom, agenzia regionale per gli appalti, un’istanza di differimento della scadenza del bando per la concessione delle acque termali. Il termine, già prorogato una volta, è fissato al 27 febbraio alle 12.
Il bando riguarda la concessione pluriennale di sfruttamento delle acque minerali, termali e di sorgente, del valore di 248.115,66 euro, mentre la vendita giudiziaria degli immobili del complesso, chiuso dal 2020 a seguito di un fallimento da 25 milioni di euro, segue un percorso separato e finora è andata deserta in otto tentativi. Tra i soggetti interessati figurano anche Terme Inn Popoli srl, che ha offerto 1,2 milioni fuori asta, e Aca, pronta a investire circa tre milioni. Nel gruppo Terme & Spa Italia rientrano anche le strutture di Saturnia, Milano e Chianciano.
Maresca stima in circa 15 milioni di euro l’investimento necessario per il rilancio delle terme e dell’Hotel La Reserve e ritiene che l’assegnazione delle acque prima della definizione della proprietà degli immobili possa creare disallineamenti e ostacoli alla riapertura del complesso. Secondo l’imprenditore, un percorso ordinato, con priorità alla cessione degli immobili, garantirebbe condizioni più chiare per un progetto di sviluppo del territorio.
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