Fondi per rendere strutturale l’innovazione. La proposta del Centro studi Abruzzo positivo

“Da molti anni l’Italia presenta uno sviluppo economico e sociale sostanzialmente “fermo” e disomogeneo tra le diverse aree del Paese ed all’interno delle stesse a causa di problemi strutturali complessi. Tali problemi sono stati evidentemente aggravati, a partire dall’inizio del 2020, dalla pandemia Covid 19 con difficoltà sanitarie, economiche e sociali da essa provocate, le cui conseguenze sono note a tutti”. Lo afferma Angelo D’Ottavio del Centro studi ABRUZZO POSITIVO di Eurosviluppo & partner.

“Abbiamo già detto nell’articolo precedente come Il Recovery Plan, ed in generale le risorse europee provenienti dai pacchetti Next generation EU e “Politica di coesione 2021-2027, sono gli strumenti da utilizzare per uscire da questa difficile situazione. Ma, badate bene, oltre alla necessità di ben programmare le risorse future, grande attenzione dovrà essere data alla capacità di spesa delle risorse già presenti nei fondi strutturali in funzione nonché l’assorbimento delle nuove risorse che inonderanno il sistema economico nazionale. Da sempre l’Italia si confronta con la necessità di spendere bene ed in tempo le risorse provenienti dall’Europa. Nel 2019, ad esempio, l’Italia aveva assorbito solo il 30 per cento dei fondi europei e questo certamente per la concomitanza di varie cause tra loro interconnesse: l’accordo di partenariato con l’Ue è stato approvato solo nel 2014, perdendo il primo anno di programmazione; le Autorità di Gestione dei fondi (ministeri, regioni, enti locali) sono state designate e confermate solo nel 2018; le regioni, a cui è destinata una parte significativa dei fondi, spesso non hanno le strutture e le competenze necessarie alla stesura dei programmi operativi. A ciò si aggiunga il peso della burocrazia e la complicata normativa sugli appalti che tanto ha fatto discutere e che necessita di una profonda riflessione con una conseguente robusta ed efficace riforma. Se si è riusciti ad alzare la capacità di spesa al 40 per cento è stato solo per effetto della riprogrammazione attuata dal ministro per la Coesione Giuseppe Provenzano, che ha riprogrammato 10,4 miliardi di fondi strutturali europei per impiegarli nel 2020 a supporto della crisi economica e sanitaria, utilizzando la flessibilità introdotta dal pacchetto legislativo denominato “Coronavirus response initiative investment”. Ma vediamo cosa succede in Abruzzo nell’ambito delle Azioni, e della relativa spesa, presenti nel Fondo di Sviluppo Regionale 2014-2020. Innanzitutto dobbiamo dire che il Fondo in parola consta di 7 Azioni a cui fanno riferimento altrettante priorità regionali con le relative coperture finanziarie

a) Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione (45 milioni di EUR)

b) Diffusione dei servizi digitali (26 milioni di EUR)

c) Competitività del sistema produttivo (64 milioni di EUR)

d) Promozione di un’economia a basse emissioni di carbonio (23 milioni di EUR)

e) Riduzione del rischio idrogeologico (25 milioni di EUR)

f) Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali (16,5 milioni di EUR)

g) Sviluppo urbano sostenibile (23 milioni di EUR)

“Nel settembre 2020 la Regione Abruzzo ha chiesto una riprogrammazione di alcune Azioni presenti negli Assi I, III e IV per impattare meglio le difficoltà conseguenti agli effetti del Covid sull’economia regionale. La più grande variazione ha riguardato infatti gli aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e l’accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. Così come grande attenzione è stata garantita alla ricerca ed alla capacità per le Grandi Aziende, che non sono beneficiarie dei fondi di sviluppo regionale, di fungere da traino per le PMI, con lo strumento RTI, in importanti e qualifica progetti di ricerca. Al 31/12/2020, pur nelle mille difficoltà riscontrate a causa dell’effetto pandemico, buona parte degli Assi su menzionati ha raggiunto una buona capacità di spesa che verrà sostenuta certamente da quanto fatto nel corso del 2021, anche grazie all’Accordo Provenzano. Molto si deve ancora fare ma, sono certo, l’Autorità di Gestione regionale saprà raggiungere i risultati sperati in termini di target. Il nuovo programma in fase di definizione nasce dalle esperienze e dalle buone pratiche della programmazione precedente e tiene conto degli strumenti che l’Europa sta mettendo in campo per il sostegno allo sviluppo economico e sociale. Una nuova strategia di programmazione che contiene importanti elementi di novità rispetto al periodo 2014-2020 nella Bozza di Accordo di Partenariato che di fatto indica obiettivi e modalità con cui il nostro Paese, e l’Abruzzo nello specifico, intendono spendere le risorse del prossimo ciclo di fondi. L’obiettivo è inseguire una forte coesione territoriale oltre che sociale, valorizzando i Fondi strutturali a governo regionale in sinergia con i programmi in attuazione. Il programma, come detto, nasce nel solco della precedente programmazione mutuandone la struttura portante. Grande importanza infatti verrà data alla ricerca delle Pmi singole o in RT con progetti per € 400.000 con € 200.000 euro di finanziamento. Così come i grandi progetti che prevedono un investimento massimo di 5 milioni tra ricerca e sviluppo. Altro grande tema è quello della banda ultralarga perché esso rappresenta un elemento imprescindibile per le imprese che intendono innovare i propri processi innovativi oltre che per rendere attrattivi i territori che le ospitano ed è un elemento abilitante tanto per l’internazionalizzazione delle stesse quanto per la capacità di attrarre investimenti esteri. Sul tavolo del “credito” si giocherà la sfida dell’effetto leva, l’opportunità offerta dalle misure dedicate è irripetibile, ma bisognerà tener cinto di cosa non ha funzionato e di come il mondo del credito è cambiato. Gli investimenti sul turismo e sulla promozione in sinergia con le attività del PNRR, quelle sull’ambiente e sulla sostenibilità coordinate con le iniziative resilienti che nasceranno dal basso come le Comunità energetiche, i piani di sviluppo locale e i contratti di fiume, andranno a completare un programma resiliente che dovrà essere ambizioso. La dote per realizzare questi interventi è di 670 milioni di euro, importo di gran lunga superiore a quello del precedente programma Ma i temi, come si sa, devono rappresentare al meglio la capacità di programmare uno sviluppo sostenibile ed in linea con i risultati economici da raggiungere e noi continueremo a scriverne nelle prossime settimane. Proprio per tale motivo, i tavoli di confronto e concertazione sono aperti ed attendono nel merito il contributo di tutti. Una volta rappresentato il quadro delle “necessità” e delle relative coperture, bisognerà potenziare la macchina amministrativa per renderla performante sul fronte della gestione degli interventi, rispondendo positivamente al rimprovero, presente nella bozza di Accordo, che individua nel deficit di capacità amministrativa la causa dei ritardi nell’attuazione e nell’assorbimento delle risorse”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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