Il peso della carenza e della precarizzazione del personale infermieristico in Abruzzo

di Angelo Orlando *

Nel 2015, secondo la Ragioneria Generale dello Stato, di fronte ad una media italiana di 2,8 infermieri per 100 abitanti, in Abruzzo c’erano 2,3 infermieri per 100 abitanti. Secondo il British Medical Journal in Inghilterra si verificava che il tasso di mortalità risultava del 20% inferiore quando ogni infermiere aveva in carico un numero di pazienti pari a 6 o meno. In Abruzzo, nel 2015 ogni infermiere dipendente del Servizio Sanitario Nazionale assisteva 11 pazienti.

Sempre in Abruzzo, nel 2015 la popolazione ( pesata ) da assistere era di 359.329 tra cronici e ultrasessantenni, il fabbisogno -aggiuntivo- di infermieri sul territorio (rapporto 1/500) era di 831 unità, mentre gli infermieri necessari per rispettare l’orario di lavoro europeo erano 589 , per un fabbisogno complessivo di 1420 unità. Inoltre, in Abruzzo il lavoro straordinario era cresciuto del 20,05% rispetto al 2014. Gli infermieri dipendenti (fonte FNOPI su dati del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato) erano 6255 del 2009, 5776 nel 2019, con un saldo negativo di 479 unità. Nel 2021 (da proiezioni Oms, Istat, Eurostat che parlano di aumento del 3% di cronici e non autosufficienti) in Abruzzo la popolazione di assistere contava 370.109 pazienti con un fabbisogno totale di 1759 nuove unità nei diversi settori.

Per l’emergenza COVID , infine, in Abruzzo sono stati reclutati 914 infermieri, nessuno a tempo indeterminato. La situazione non cambia nel 2022, quando per il rapporto standard medici-infermieri 1:3, di fronte a 2706 medici troviamo 6049 infermieri con una carenza di 2069 unità. Ma, dove e come nasce il fenomeno della carenza e della precarizzazione del personale infermieristico in Abruzzo? Leggiamo il Censimento permanente della popolazione in Abruzzo, pubblicato dall’Istat il 22 febbraio 2021 e relativo al 2017,

Tavola 17. Personale dipendente SSR:

Totale dipendenti 10.040

Medici e odontoiatri 2.690

Personale infermieristico 5.910, con un saldo negativo del 4% rispetto al 2010.

Proviamo a capire, ora, quanto outsourcing-esternalizzazione abbia prodotto la tanto decantata “Aziendalizzazione della sanità”

Spesa sanitaria pubblica corrente Abruzzo: (milioni di euro e % per funzioni di spesa, personale-beni e servizi)


(I) Calcolo approssimativo basato sull’osservazione della spesa pro capite
(X) cifra risultante dalla tabella degli incassi SIOPE per la sanità abruzzese.
Nota: gli altri dati sono desunti dalle annate 2000-2021 del “Rapporto OASI “,  Cergas-Bocconi.

Verifichiamo, ora, il risultato della politica di commissariamento e di piano di rientro. L’anno di riferimento evidentemente è il 2008. Nel 2008 la spesa per il personale era di 773 milioni di euro, la spesa per beni e servizi di circa 750 milioni. Nel 2020, dopo otto anni di commissariamento e 12 di Piano di Rientro, la spesa per il personale è di circa 782 milioni di euro, la spesa per beni e servizi viaggia allegramente verso 1100 milioni di euro. Scopriamo, ora, il significato del “ diritto alla salute finanziariamente condizionato “ e della ……! La legge regionale 5/ 2008, il Piano Sanitario Regionale 2008-2010, legge non osservata e tantomeno impugnata dal Governo, in assoluta aderenza all’accordo Stato-Regione datato 06/03/ 2007 e della legge 6/2007, le “Linee guida “ anche questa non osservata o impugnata, all’articolo 3 prevedeva la stabilizzazione dei precari. E’ bene ricordare che all’epoca c’era un advisor, la KPMG, che aveva il compito di controllare l’aderenza delle norme ai limiti di spesa, nella fase stessa di redazione. L’11 settembre 2008 arriva in Abruzzo il Commissario, il Dottor Gino Redigolo. Il primo atto di questo Commissario è un decreto che, inviato a Roma per la valutazione preventiva, prevede l’abrogazione di questo articolo 3.
Il “ tutore “ romano, che non può immaginare l’esito delle imminenti elezioni regionali e teme una possibile impugnazione del provvedimento davanti alla Corte Costituzionale, con una esilarante elucubrazione riportata nella narrativa del Decreto Commissariale n. 1 del 12/12/2008, “ suggerisce “ di sostituire la pericolosa “abrogazione” con una subdola “sospensione”, suggerimento immediatamente accolto e “ incollato “ nel testo rispedito in Abruzzo e pubblicato.

Nessuno (?) se ne accorge, nessuno protesta, nessuno impugna! Così, nel giubilo dell’Azzurro trionfante, per la politica abruzzese, e non solo, “sospensione” diventa sinonimo di “abrogazione”!

Le conseguenze? Bisogna chiederle ai “custodi”:

1)Commissario,
2)Governo nazionale,
3)Tavolo di monitoraggio
4)Advisor,
4)Corte Costituzionale!

Avviso agli abruzzesi: il gioco con quei sinonimi ha prodotto danni che non immaginate!

*Senatore XII Legislatura

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Allora non resta che dire che la Pandemia non ha creata l’emergenza sanitaria, ma l’Abruzzo era già stata catapultata in emergenza

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