Il primo regalo del nuovo Presidente del Consiglio all’Abruzzo!

di Angelo Orlando*

Il nuovo ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie è il senatore Roberto Calderoli ( qualcuno ricorda, oltre al “ Porcellum”, la “ devolution” qualcuno immagina cosa sia?), leghista della prima ora, sopravvissuto, stranamente? agli strali de”La Casta” all’alba del III millennio.

Per spiegare agli abruzzesi quello che, molto probabilmente, è l’indirizzo ispiratore della sua politica è bene ricordare un suo antico antenato, mosso evidentemente da quell’istinto che il “nuovo” Ministro, inevitabilmente, non potrà non seguire.

Cesare Correnti.

Buonasera. Sono Cesare Correnti, rampollo di una antica famiglia del patriziato milanese. Sono nato nel 1815, ho studiato a Pavia dove, grazie all’amicizia con Agostino Depretis, ho cominciato a coltivare idee politiche e patriottiche.

Dopo il 1837, anno nella mia laurea, ho intrapreso la carriera nell’amministrazione asburgica che allora controllava il regno Lombardo- Veneto.

Proprio questa esperienza ha fatto sì che io diventassi un oppositore del dominio austriaco in Lombardia e ho tradotto tutte queste mie considerazioni nell’opuscolo anonimo” l’Austria e la Lombardia” , pubblicato nel 1847, dal quale traggo queste mie riflessioni.

“La classe che più di ogni altra ha sofferto dell’attuale stato di cose è senza dubbio quella che qui chiamiamo ceto medio, classe in cui comprendiamo tutti coloro che vivono della loro operosità intellettuale.

Negli ultimi anni poi si sono sempre ristretti i confini e le facoltà, A anche le più innocue, dei governi e degli altri cittadini.

Oltre all’influenza diretta della centralizzazione austriaca si ha l’influenza locale esercitata dagli individui tedeschi per tutti gli uffici.

Oltre alle leggi delle dogane e del bollo, il danno maggiore determinato dall’oppressione austriaca riguarda la distruzione il sistema scolastico. In sostanza dobbiamo osservare che non c’è nessuno Stato in Europa in cui l’istruzione sia più trascurata e corrotta.

E qui veniamo al punto dolente: quale nuova istituzione ha il governo austriaco favorita o incoraggiata in Lombardia, lasciando colare qui qualcuno dei molti milioni di fiorini che ogni anno esporta verso Vienna come preda ricca per sostenere le vacillanti ed esauste finanze dell’impero?
Per quanto riguarda la popolazione i lombardi non sono neppure l’ottava parte dell’impero.

Per quanto riguarda la superficie la Lombardia non è neppure la 18ª parte dell’impero stesso, eppure la Lombardia e i lombardi pagano più di un quarto delle tasse che confluiscono nell’erario.
Se andiamo a vedere la condizione delle finanze dell’impero austriaco, ci rendiamo immediatamente conto che dopo un lungo periodo di pace politica fortunata, i conflitti europei hanno determinato una clamorosa esplosione del tempo pubblico cosicché i bisogni crescenti nella monarchia hanno fatto sì che il peso si scaricasse sulle altre province già ferocemente tassate.

Per giustificare il peso sempre maggiore della tassazione scaricata sui lombardi, addirittura l’Austria si è preoccupata di arruolare un esperto russo di manipolazione delle cifre del bilancio statale.

Con una abile e disinvolta operazione contabile che ha sempre barato sulle cifre reali, poco alla volta è accaduto che tutte le risorse necessarie per lo sviluppo delle province germaniche provenissero dalla Lombardia e da Venezia.

Tanto per fare un esempio, nel 1810 la tassa sul gioco di tutto regno dava 1.613.908 lire italiane mentre nel 1846 la sola amministrazione generale del lotto di Lombardia ha dato all’impero austriaco L. 2.753.121.

Saltando tutte le noiosissime tabelle che dimostrano l’inganno perpetrato dagli esperti austriaci, una conclusione possibile ci dice che se il Nord Italia fosse riunito tutto in un solo stato, esso potrebbe in breve acquisire la ricchezza e la forza militare della Russia. Infatti le rendite della monarchia sarda e del regno lombardo-Veneto prese insieme pareggiano già adesso le rendite nella potente monarchia prussiana.
Dopo l’unità d’Italia mi sono sforzato di contribuire a spiegare, nei diversi ruoli ministeriali che ho ricoperto, l’importanza del Nord Italia. Devo però prendere atto di un clamoroso fallimento!

Per questo consegno le mie riflessioni ai giovani politici contemporanei, Calderoli, Maroni, Zaia, Fontana, Bonaccini, augurando loro di realizzare il sogno che la storia mi ha spezzato, avvertendo, però, che devono sostituire Austria con Italia !
Provate a sostituire, oggi, la tassa sul gioco con la compartecipazione all’IVA e salutate il Servizio Sanitario Nazionale!

Auguri!

 

*Insegnante, viene eletto al Senato della Repubblica nel 1994 nelle file di Rifondazione Comunista e per la XII legislatura fa parte della Commissione Finanze e Tesoro e di quella Agricoltura. Successivamente è per due mandati consigliere regionale in Abruzzo sempre per il PRC.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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