La morte del cardinale Achille Silvestrini

La morte del cardinale Achille Silvestrini

E’ recentemente tornato alla casa del Padre Sua Eminenza il cardinale Achille Silvestrini. Tutti coloro che lo hanno conosciuto ne hanno apprezzato la grande umanità, oserei dire la santità. Segretario del cardinale Tardini allora segretario di stato e fondatore di Villa Nazareth, promosso cardinale, è stato un preziosissimo collaboratore per molti dei segretari di stato che si sono succeduti. Formatosi alle idee del Concilio Vaticano II si è sempre contraddistinto per una grande apertura alle più importanti innovazioni della Chiesa. Ha posto grande attenzione ai rapporti con le chiese sud americane ed orientali ed in qualità di Ministro degli Esteri del Vaticano ha favorito un contatto ed una apertura verso i regimi della sinistra autoritaria alla scopo di guadagnare spazi di libertà alla professione di fede dei cristiani.

Alla morte di san Giovanni Paolo II coagulò un consistente gruppo di cardinali progressisti; qualcuno pensa che ostacolò l’elezione di Benedetto XVI ed in effetti si istaurò tra di loro una certa freddezza. Silvestrini era succeduto a Tardini nella presidenza di Villa Nazareth, una istituzione che ospitava ed assisteva giovani studenti particolarmente capaci ma dotati di pochi mezzi economici .Non era semplicemente un collegio ma uno strumento per promuovere la cultura e lo studio nell’ottica di una valorizzazione dei valori umani e cristiani. Non a caso Giuseppe Conte è stato uno studente di Villa Nazareth come lo è stato un mio allievo ora primario chirurgo in Inghilterra. Di tutti il cardinale si preoccupava seguendo con assiduità ed affetto i progressi di carriera.

L’ultima domenica prima di Natale celebrava nella cappella Paolina una commovente messa per la comunità di Villa Nazareth. Al termine della cerimonia veniva aperta la Cappella Sistina e in quel luogo straordinario si scambiavano gli auguri con Sua Eminenza. Tante volte ho partecipato con grande emozione a questa bellissima cerimonia. Durante il pontificato di Benedetto XVI la cerimonia fu spostata in un altare secondario di San Pietro. Dopo qualche tempo alla comunità di Villa Nazareth fu concessa una udienza nella Sala Nervi in vaticano che si concluse con un abbraccio di riappacificazione tra il Papa e il Cardinale; dopo di che le messa pre natalizia ritornò ad essere celebrata nei luoghi consueti.

Il cardinale mi ha gratificato di una sincera ed affettuosa amicizia prodiga di preziosi consigli. E’ stato ospite d’onore in un congresso internazionale sugli aspetti scientifici ed etici della cura del cancro organizzato per il Giubileo del 2000, e nel congresso della Società Italiana di Chirurgia celebrato a Roma nel 2004. Ha portato in questi Congressi un rilevante contributo di etica e di rispetto fraterno per il sofferente.

Naturalmente la sua scomparsa mi ha dolorosamente colpito così come è stato per le tantissime persone che lo conoscevano ed amavano. Achille Silvestrini insegnava che la vita è un passaggio e che alla fine ci ritroveremo tutti ,pertanto bisogna bandire la tristezza e il senso di abbandono; per questa ragione voglio terminare questo ricordo con una nota simpatica.

Erano miei ospiti per una cena frugale il Cardinale e mio padre. Silvestrini mi consegnò un pacchetto che conteneva il Breviario di politica scritto dal Cardinal Mazzarino. “Questo è per lei professore -disse consegnandomi il regalo- e lei caro onorevole non se ne abbia a male perché questo abruzzese, il Mazzarino era nativo di Pescina, di politica ne sapeva molto, ma molto più di lei”.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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