L’intervista. Sonia Bucciarelli: scrivere gialli per capire la realtà.

Sonia Bucciarelli è una scrittrice ortonese di talento, insegna corsi privati di scrittura creativa a Ortona e a Pescara e può vantare ad ora 4 libri, una trilogia gialla e una commedia romantica.

La intervistiamo per capire a chiusura di un anno difficile come il 2021 come questo abbia inciso sulla sua creatività artistica.

Sonia cosa puoi raccontarci sulla tua storia creativa in un momento così particolare?

La mia creatività è emersa fin dall’infanzia tra le passioni per il pianoforte e il disegno fino alla scrittura. Conseguita la Maturità Classica, durante gli studi universitari ho vissuto a Urbino e Pesaro, posti che hanno ispirato il primo romanzo “Scomparsi a Urbino” (Tabula Fati_2008) e “Oltre gli occhi” (Acar Edizioni_2014). Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione e la Specialistica in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni, ho deciso di partire da sola per l’Inghilterra e frequentare un corso d’Inglese a Oxford. È stata questa ennesima città che mi ha accolta a darmi l’idea per il romanzo “Dentro il bianco” (Masciulli Edizioni_2018). Invece, l’ultimo libro “Imprevedibili effetti della convivenza” è stato ispirato dalla convivenza con il mio compagno da quando vivo a Ortona e mi ha permesso di mettermi in gioco nel genere romance. Nel tempo libero partecipo a presentazioni di libri e altri eventi culturali, sono diventate occasioni di incontri e condivisione di idee e mi hanno fatto scoprire quante persone amano scrivere ma nello stesso tempo si sentono bloccati davanti alla pagina bianca. È nata così la voglia di organizzare un corso di scrittura creativa per appassionati, per prendere per mano tutti coloro che con qualche mio consiglio e indicazione possano cimentarsi meglio nella scrittura. Il mio spirito di osservazione e la curiosità mi fanno sentire spesso come una spugna che assorbe emozioni e racconti di chi ho intorno. La vita di ognuno è unica e da qualche tempo ho pensato di mettermi a disposizione delle persone come Personal Writer per fare anche dei momenti speciali della loro vita un libro.

Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere il primo libro?

Dopo il primo anno di Università a Urbino, avevo accumulato in testa tante immagini suggestive e spunti. Quella che era stata un centro importantissimo per il Rinascimento italiano ed è ancora una delle più affascinati città del nostro Paese come non avrebbe potuto ispirarmi? E’ piena di colori in primavera ma avvolta da una spessa nebbia in inverno, con i torricini del palazzo Ducale, i vicoli stretti, i sanpietrini delle piazze tra luci e ombre…tutto questo ha acceso l’ispirazione di una giallista tanto che durante le vacanze estive ho scritto il mio primo libro “Scomparsi a Urbino”.

Perché proprio i gialli?

Da bambina ricordo che a mio padre piaceva vedere i film polizieschi, in particolare Il tenente colombo che guardavo con lui. Poi, alle medie una mia insegnante di italiano mi prestò per le vacanze di Natale dei gialli di Simenon e ne rimasi molto presa. Credo che i libri gialli mi abbiano da sempre appassionata tanto perché stimolavano la mia curiosità, rappresentavano degli enigmi da risolvere, bisognava capire, osservare e intuire. E soprattutto alla fine davano risposte a tanti perché. Quando ho iniziato a scrivere, è stato naturale per me cimentarmi proprio in questo genere.

La trilogia ce l’avevi già in mente in mente quando hai cominciato oppure è venuta da sola?

Quando ho scritto il primo romanzo mai avrei immaginato una pubblicazione né pensato ai successivi. Era nato dal semplice desiderio di scrivere un romanzo e mettermi alla prova. Il mio editore di allora, che lo aveva apprezzato e mi aveva dato fiducia, mi consigliò nel caso avessi scritto altro di lavorare sul personaggio dell’ispettrice Claudia De Angelis. Aveva ragione, c’era del potenziale in lei, dovevo darle l’occasione di farlo emergere. Così nacque il secondo “Oltre gli occhi” e poi “Dentro il bianco”. In realtà non costituiscono una trilogia perché le storie sono indipendenti tra loro, magari solo il personaggio di Claudia si può capire un po’ meglio se si leggono in successione.

Preferisci qualche libro in particolare della trilogia?

Sono legata a tutti e tre e ad ognuno per un motivo. Gli scrittori percepiscono i propri romanzi come figli, creature nate da loro, dalla loro forza creatrice. E’ difficile da spiegare. “Scomparsi a Urbino” è stato il primo, rappresenta il tentativo concreto di provare a “giocare a fare la scrittrice”, il secondo “Oltre gli occhi” mi ha fatto mettere alla prova nella scrittura di un giallo lavorando su altri aspetti ai quali tenevo mentre il terzo “Dentro il bianco” è nato dal desiderio di cimentarmi nel thriller, sovvertendo tutte le carte e scrivendo in un modo per me ancora diverso. Il bello è stato provare a realizzarli ogni volta migliorando qualcosa o scrivendo in uno stile diverso. Naturalmente, ci sono anche motivi personali per i quali ognuno di loro è speciale per me, dato che la scrittura ha il grande potere di aiutare ad elaborare tanto di ciò che viviamo e proviamo.

Com’è andata con il tuo ultimo libro invece?

“Imprevedibili effetti della convivenza” è quanto di più non avrei mai immaginato di scrivere. E’ stata una piacevole scoperta dal punto di vista della scrittura e personale. Scrivere va di pari passo con la vita, in questo caso ho potuto dare spazio a una vena ironica che non pensavo di possedere, giocare con personaggi reali e con la mia vera quotidianità. La pubblicazione in particolare di “Imprevedibili effetti della convivenza” è stata un’esperienza che non mi ha vista da sola, per la prima volta l’ho condivisa con qualcuno. L’ho scritto io ma la scelta di pubblicarlo, la promozione, le presentazioni vedono me e Silvio protagonisti insieme sempre: uno dei tanti imprevedibili effetti della convivenza…

Com’è stato il cambio di genere, sei passata dal giallo al…?

“Imprevedibili effetti della convivenza” si colloca nel genere romance o commedia romantica, è scritto in modo leggero e scorrevole, con una ironia che fa da filo conduttore nel linguaggio e nel racconto. Raccoglie “scatti fotografici” a parole di momenti della quotidinità nei quali colgo il mio compagno, per questo si legge bene anche per chi non è avvezzo alla lettura. Mi permette di rivolgermi quindi anche a un target nuovo per me, a lettori diversi rispetto ai precedenti e magari di farmi conoscere anche da loro. E’ stata un’ennesima prova per me, un romance ha caratteristiche del tutto diverse dai gialli ed è stato un esercizio di scrittura che credo però mi aiuterà anche se dovessi tornare al giallo. Ho affinato alcuni aspetti. Inoltre, un libro romance ho pensato fosse adatto per provare anche un’altra cosa: l’autopubblicazione. Così mi sono cimentata per la prima volta in questo ed il libro è disponibile sia in ebook che cartaceo su Amazon.

Ci sarà un seguito?

Non lo so. Ho qualche idea ma per ora non credo di realizzarla. Vedremo… E poi vorrei rifare un salto nel giallo dato che ho una bozza nel cassetto da diverso tempo.

Qual è stato il libro più faticoso in assoluto da scrivere?

Credo che la “fatica” che si prova cimentandosi nella scrittura sia di due tipi: una emotiva e una data dall’impegno pratico di organizzazione e realizzazione della stesura. Forse, “Oltre gli occhi” è quello che in entrambi i casi è stato più intenso. La storia pone l’attenzione su un serial killer, quindi più vittime, più omicidi, più analisi da fare e intrecci da creare così come le false piste per il lettore. Ci sono anche più personaggi in relazione tra loro e il loro sviluppo ha avuto un ruolo importante per non parlare di Claudia che in questo libro è stata una bomba a orologeria, non semplice da gestire neanche per me che l’ho ideata. Il carico emotivo anche è stato molto, l’ho scritto in circa quattro anni durante i quali ho vissuto tante situazioni ed emozioni diverse, inevitabilmente hanno influenzato la mia creatività.

Hai in mente altri progetti?

Sì, più di uno in realtà. Devo comprendere però bene a quale dare la precedenza. Mi affiderò alle mie sensazioni, a quale idea manifesta in me un impellente necessità di vedere la luce. Non nascondo però, che sono in un periodo di calma creativa, la situazione che viviamo ha rallentato la mia scrittura, così come le mie altre attività legate ai libri. Spero comunque di poter riprendere presto almeno con i corsi di scrittura creativa. Vi invito sulla mia pagina fb per restare aggiornati o a visitare il mio sito.

di R. Matteo D’Angelo

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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