Tutti insieme da Putin con la bandiera bianca

di Achille Lucio Gaspari*

Il Papa ha detto che Zelens’kyj dovrebbe alzare bandiera bianca. Per che fare? Per trattare. Per trattare cosa? Ovviamente la resa. Travaglio che la vede più lunga di tutti scrive: la Russia ha vinto e quindi insieme a Zelens’kyj con la bandiera bianca dovrebbero andarci anche la Von der Leyen, Stoltemberg e Biden. Non specifica se ciascuno con la sua bandierina bianca o e tutti e quattro sorreggendo un gran bandierone. Ma questo è di secondaria importanza. Vediamo in cosa consiste questa mirabolante vittoria di Putin. Alcuni mesi prima dell’inizio della operazione militare speciale apparve sulla Pravda un articolo non firmato ma riferibile al Presidente della Federazione Russa che sosteneva che l’Ucraina aveva sempre fatto parte della Gran Madre Russia ed era ora che vi ritornasse. Questo concetto venne successivamente chiaramente espresso da Putin in diversi discorsi pubblici. Quale era dunque l’obiettivo di questa azione militare speciale? Ovviamente la conquista di tutta l’ucraina mediante una Blitz Krieg, una guerra fulminea così come fatto per l’annessione della Crimea. Era già pronto un Quisling ucraino da sostituire a Zelens’kyj che doveva essere catturato nelle prime ore del conflitto da una operazione di paracadutisti. Questo colpo di mano fallì e al terzo giorno di guerra Putin si rivolse direttamente ai vertici militari ucraini chiedendo loro di sbarazzarsi di Zelens’kyj perché senza di lui sarebbe stato più facile trattare un accomodamento. Sapete tutti come si svolsero le cose: queste richieste non furono ascoltate e le lunghe colonne di carri armati in marcia verso Kiev fermate. Dal primo obiettivo consistente nel controllare tutta l’Ucraina rimuovendone il governo nazista che la governava, e questo per impedire all’Ucraina di entrare nella Nato, l’obiettivo è stato ridimensionato: annettere tutte le zone russofone dell’est ucraina e tutta la fascia costiera Odessa compresa. Dopo oltre 24 mesi di combattimenti e la perdita molto elevata di uomini e mezzi questo obiettivo più limitato non è stata raggiunta in modo completo. Inoltre le nazioni NATO non sono più 31 ma 33 e non perché vi si sono aggiunti Andorra e San Marino. Svezia e Finlandia da 70 anni neutrali hanno fatto questo passo per la lor sicurezza e solo dopo l’aggressione russa all’Ucraina. Basta guardare la cartina geografica per vedere che con la presenza NATO in Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia il Mar Baltico e il Mar Glaciale Artico sono assai difficilmente controllabili dalla flotta russa del nord. Non mi sembra questo un gran successo politico e strategico. Ora -dice Putin- schiereremo ai confini della Finlandia il nostro esercito. Non mi sembra che ci fosse un accordo per rendere la zona smilitarizzata e se come dice Putin per impressionare i Finnici c’è un esercito di una nazione ai confini finlandesi, ci sono eserciti di trentatré nazioni Nato ai confini russi. Non è quindi Helsinki la capitale che si deve preoccupare di più.

Cosa si deve quindi fare? Lasciare spazio alla diplomazia che stipuli un accordo che interrompa le operazioni militari, garantisce la sicurezza e la indipendenza dell’Ucraina e consenta a Putin di non essere umiliato. Il giudizio finale sulle sue scelte spetta ai cittadini russi quando vorranno e potranno farlo.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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4 Commenti

  1. Valter Costantini

    Ottimo articolo!

  2. Domenico Galluppi

    Come sempre, perfetto nelle analisi e capace di trovare soluzioni concrete. Non per piaggeria ma continuo, inascoltato, a dire che di persone come il prof. Achille Lucio Gaspari l’Italia, anzi l’Europa ha, più che mai ora, necessità.

    • Le considerazioni del prof Gaspari colgono in maniera realistica gli avvenimenti e sicuramente condivise dai pensieri di tutti.

  3. Analisi chiara e convincente.

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