L’export italiano verso i Paesi extra Ue cresce del 4%

Il quarto trimestre del 2020 si e’ chiuso con una crescita dell’export italiano verso i Paesi extra Ue del 4% rispetto al periodo precedente nonostante il mese di dicembre che ha visto un calo. L’Istat registra nell’ultimo mese dell’anno una contrazione dell’interscambio commerciale, del 4,6% per le esportazioni con i paesi extraeuropei e dell’1,3% per le importazioni. Rispetto a dicembre 2019, l’export cresce su base annua del 3,1% (era +2% a novembre) trainato dalle vendite verso Cina (+18,3%), paesi Mercosur (+16,3%), Turchia (+8,4%) e Stati Uniti (+8%). Diminuiscono le vendite verso paesi Opec (-13,0%), Giappone (-9,7%) e paesi Asean (-3,2%). Le importazioni su base annua calano del -3,7% (dal -5,9% di novembre), Nell’insieme del quarto trimestre, rispetto al precedente, la crescita dell’export e’ generalizzata e piu’ sostenuta per energia (+12%), beni di consumo durevoli (+7,9%) e beni strumentali (+5,2%). Nello stesso periodo, l’import registra un aumento del 3,1%. Il saldo commerciale dell’Italia a dicembre 2020 e’ stimato in +7,9 miliardi, in crescita dai 6,8 miliardi di dicembre 2019

Aumenta anche l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, ma in misura molto minore (da +9,91 miliardi per dicembre 2019 a +9.92 miliardi per dicembre 2020). “Malgrado il calo congiunturale di dicembre e ottobre, la dinamica dell’export verso i paesi extra Ue27 si mantiene positiva nel confronto con l’ultimo trimestre dell’anno rispetto al precedente”, e’ il commento dell’Istituto di statistica. Su base annua, continua l’Istat, “l’export registra un’accelerazione della crescita, trainata in particolare dalle maggiori vendite di beni strumentali e intermedi”. I dati tendenziali indicano, infatti, un’espansione dell’export di beni strumentali (+7,8% su anno), beni di consumo durevoli (+6,9%) e beni intermedi (+4,3%). I dati congiunturali mostrano, invece, un decremento su base mensile che interessa quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dell’energia (+16,4%), e che e’ dovuto per circa la meta’ al calo delle vendite di beni intermedi (-7,5%). Contributi negativi, superiori al punto percentuale, derivano inoltre dalle minori vendite di beni di consumo non durevoli (-4,6%) e beni strumentali (-3,5%).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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