Occupazione femminile in crescita, ma la parità resta lontana

Aumenta l’occupazione femminile, ma le donne sono ancora penalizzate sul lavoro: più esposte a interruzioni, riduzioni di orario e rallentamenti professionali nei passaggi chiave della vita lavorativa. “Il nodo centrale non è l’accesso al lavoro, ma la tenuta delle carriere femminili nel tempo”, quanto emerge dal report “Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?”, a cura di Valerio Mancini, direttore del centro di ricerca divulgativo di Rome Business School. In Italia, oltre ad un gender gap del 19,4%, quasi doppio rispetto alla media europea, dopo un figlio 7 dimissioni su 10 sono femminili, il 29,3% delle donne lavora part-time (contro il 6,2% degli uomini), e solo il 2,2% è amministratore delegato. Secondo il report, il problema della parità nel lavoro non è far entrare le donne nel mercato del lavoro, ma riuscire a trattenerle e farle crescere nel tempo. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile ha continuato ad aumentare e, nel secondo trimestre dell’anno, ha segnato un incremento di 0,9 punti percentuali su base annua (Istat-Cnel, 2025). La dinamica positiva è risultata particolarmente evidente tra le donne nelle fasce d’età più mature: dal 2008 al 2024 il tasso di occupazione femminile è cresciuto complessivamente di 6,4 punti percentuali, con un incremento nell’ordine dei 20 punti tra le over 50, mentre i progressi nelle fasce più giovani sono rimasti molto più contenuti.
Questo miglioramento, tuttavia, non ha colmato il ritardo strutturale del Paese. Nel 2024 il tasso di occupazione complessivo della popolazione 20-64 anni in Italia si è attestato al 67,1%, a fronte di una media europea del 75,8%. Nello stesso anno, il divario di genere nell’occupazione in Italia è risultato quasi doppio rispetto alla media UE (19,4% contro 10,0%), collocando il Paese tra quelli con il gap più elevato dell’Unione (Eurostat, 2025). All’interno del Paese persistono inoltre forti fratture territoriali: nel secondo trimestre 2024 risultava occupato il 62,8% delle donne nel Nord, il 59,9% nel Centro e appena il 37,2% nel Mezzogiorno, con una distanza superiore ai 25 punti percentuali tra Nord e Sud. A incidere su questo quadro contribuisce anche la debolezza strutturale della partecipazione femminile. In Italia il tasso di inattività delle donne in età lavorativa resta tra i più elevati in Europa: circa una donna su tre tra i 15 e i 64 anni non è occupata né in cerca di lavoro.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

Controllate anche

Unimpresa, Pil in crescita nel 2026 fino a +1,1%

L’economia italiana entra nel 2026 con un ‘effetto trascinamento’ dallo scorso anno pari a circa …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *