Rapporto Eurispes, artigianato in crisi

Secondo il 32° Rapporto Italia dell’Eurispes il comparto artigianale è in crisi: in un decennio, tra il 2009 e il 2018, le aziende artigianali chiuse su tutto il territorio nazionale sono state 165.598, l’11,3% del totale. Dai dati Unioncamere, Infocamere e ufficio studi Cgia su dati camere di commercio, emerge inoltre che il territorio più sofferente è il sud, dove in dieci anni hanno chiuso 52.306 aziende, con una percentuale di quasi 3 punti superiore alla media nazionale (14%). Osservando il dato per regione, il primato negativo per imprese artigianali che hanno “deposto le armi” spetta alla Sardegna (-18%), seguita da Abruzzo (-17,2%), Umbria (-15,3%), Basilicata e Sicilia (-15,1%). Oltre alle ricadute sul piano economico ed occupazionale, la progressiva scomparsa dei piccoli negozi di quartiere sta avendo una ricaduta in termini sociali sulle zone periferiche dei centri abitati, in cui aumenta il livello di incuria e di degrado, così come avviene nei centri storici di alcune città. Se l’altro tasso di mortalità delle imprese artigiane è un fatto innegabile, è altrettanto vero che si tratta di un mondo in profondo cambiamento, che vede eclissarsi l’egemonia di settori tradizionalmente più forti quali costruzioni, riparazioni, falegnameria, ecc. e contemporaneamente assiste all’ascesa delle imprese di pulizia, di quelle che si occupano di piercing e tatuaggi, le agenzie preposte al disbrigo pratiche, le sartorie, le attività di giardinaggio.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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