Tra il 2019 e il 2026 l’Abruzzo ha perso 17.598 residenti nella fascia tra i 18 e i 35 anni, passando da 246.404 a 228.806 giovani, con una riduzione del 7,1%. I dati, elaborati dall’Istat e pubblicati dal Sole 24 Ore, sono stati richiamati dai Giovani Democratici d’Abruzzo, attraverso una nota firmata dal segretario regionale Saverio Gileno e da Cristiano Pavone, dei Giovani Democratici della Val Fino.
Secondo i due esponenti, tutte le province abruzzesi registrano un saldo negativo, ad eccezione dell’Aquila, che segna un incremento del 3,3%. Teramo perde il 5% dei giovani residenti, Chieti il 5,7% e Pescara il 2,8%. I Giovani Democratici evidenziano come molti ragazzi lascino la regione per motivi di studio e lavoro e sostengono la necessità di garantire il cosiddetto “diritto a restare”, con investimenti in trasporti, università, diritto allo studio, alloggi per studenti e servizi pubblici.
Nella nota viene inoltre sostenuto che la legge regionale 32 del 2021 contro lo spopolamento non abbia invertito la tendenza demografica. I Giovani Democratici si dichiarano contrari a politiche che riducano i servizi essenziali nelle aree interne e richiamano i risultati dell’indagine “Giovani Dentro” di Riabitare l’Italia, secondo cui il 67% dei giovani delle aree interne vorrebbe rimanere nel proprio territorio e uno su due immagina lì il proprio progetto di vita.
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