Formazione professionale, opportunità di lavoro e giustizia riparativa come strumenti per favorire il reinserimento sociale delle persone sottoposte a misure restrittive e ridurre il rischio di recidiva. È quanto ha sottolineato Monia Scalera, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Abruzzo, intervenuta all’Università degli Studi di Teramo al convegno “Costruire la giustizia riparativa: prassi nazionali e vincoli internazionali”.
Secondo Scalera, la giustizia riparativa consente di considerare non soltanto il reato commesso, ma anche le conseguenze prodotte sulle persone e sulla comunità. In questa prospettiva, ai percorsi di formazione e alle possibilità di inserimento lavorativo deve affiancarsi un processo orientato alla consapevolezza, alla responsabilizzazione e alla ricostruzione delle relazioni.
La Garante ha evidenziato inoltre la necessità che il percorso di giustizia riparativa possa essere avviato anche durante la fase di esecuzione della pena, qualora la persona non sia stata precedentemente pronta ad affrontarlo. La responsabilizzazione, secondo Scalera, può infatti maturare nel tempo e deve poter essere accompagnata attraverso strumenti adeguati.
L’obiettivo indicato è quello di integrare formazione, lavoro e giustizia riparativa in un percorso di reinserimento sociale orientato alla riduzione della recidiva.
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