Porto di Pescara, Masci chiede un tavolo di crisi e lo stato di calamità

Il sindaco di Pescara Carlo Masci ha richiesto l’attivazione di un tavolo di crisi per il porto cittadino a causa delle difficoltà di navigazione dovute all’accumulo di detriti nei fondali. Il primo cittadino ha inviato una lettera ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente e della sicurezza energetica e dell’Interno, oltre che alla Regione Abruzzo e alle autorità marittime, sollecitando la dichiarazione dello stato di calamità e interventi di somma urgenza.

Secondo quanto evidenziato, il maltempo ha reso impraticabili i fondali impedendo alle imbarcazioni di uscire o rientrare in sicurezza, con ripercussioni sulla flotta peschereccia e sull’indotto economico legato ad armatori, commercianti e ristorazione. Il sindaco ha indicato tra le priorità il ripristino della navigabilità e l’attivazione di misure di sostegno economico, tra cui cassa integrazione per i marittimi o anticipo del fermo biologico.

Nella richiesta è stata inoltre proposta l’istituzione di un tavolo permanente alla Direzione marittima. Il sindaco ha ricordato che il fenomeno dell’insabbiamento si protrae da oltre quindici anni e che il fiume convoglia materiali provenienti da un bacino che interessa più di venti comuni, con effetti sull’area portuale e sulle spiagge.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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