Riforma disabilità, Cgil Abruzzo Molise: Crollano le domande nelle province coinvolte nella sperimentazione

La Cgil Abruzzo Molise chiede al Governo di fermare la sperimentazione della riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62 del 2024, sostenendo che il nuovo sistema stia producendo effetti negativi anche in Abruzzo. I dati, elaborati dall’Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale su fonte Inps, sono stati illustrati dal segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, dal coordinatore regionale Inca Cgil Abruzzo Molise, Mirco D’Ignazio, e dal responsabile regionale per le politiche della disabilità, Claudio Ferrante.

In Abruzzo le province coinvolte nella sperimentazione sono Teramo, dal 30 settembre 2025, e Chieti, dal 1° marzo 2026. Secondo la Cgil, nel periodo ottobre-aprile Teramo ha registrato una riduzione del 23,45% delle domande di invalidità e inabilità rispetto all’anno precedente, mentre a Chieti il calo raggiunge il 39,25%. A Teramo, inoltre, risulta mancante il 16,46% dei moduli AP70 necessari per l’erogazione delle prestazioni economiche.

Secondo il sindacato, la nuova organizzazione scoraggerebbe le persone con disabilità dal richiedere il riconoscimento dei propri diritti. Tra le criticità evidenziate figurano i costi dei certificati introduttivi, la riduzione del ruolo dei patronati nella fase iniziale delle procedure e la mancata attuazione dei percorsi di vita individuale per carenza di risorse. La Cgil sostiene che una riforma nata con l’obiettivo di semplificare non possa tradursi in un sistema che lascia senza adeguato sostegno le persone più fragili.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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