Il Partito Democratico Abruzzo conferma la disponibilità a una riorganizzazione del servizio idrico regionale fondata su due sub-ambiti, ma contesta il percorso individuato dalla maggioranza regionale. Il segretario regionale Daniele Marinelli (nella foto) e il capogruppo in Consiglio regionale Silvio Paolucci chiedono tempi definiti, modalità chiare e garanzie sulla futura gestione pubblica del servizio.
Secondo il Pd, la soluzione prospettata attraverso la costituzione iniziale di due consorzi rischierebbe di lasciare operativi i sei gestori attuali, aggiungendo due nuovi soggetti senza arrivare in tempi certi a due società unitarie. Marinelli e Paolucci sottolineano che la relazione di Ersi distingue tra il modello del gestore unico regionale, basato su una fusione societaria, e quello dei due sub-ambiti, per i quali sarebbe invece prevista una prima fase consortile.
Il Pd evidenzia inoltre il rischio che una gestione non realmente unitaria possa creare problemi per l’affidamento in house del servizio. I consiglieri regionali del Partito Democratico e del Patto per l’Abruzzo hanno scelto di non partecipare al voto, chiedendo che la Giunta introduca una data certa per le fusioni, un cronoprogramma vincolante per il trasferimento delle funzioni e l’individuazione di un unico gestore per ciascun sub-ambito.
Marinelli e Paolucci richiamano infine la necessità di garantire investimenti sulle reti, contenimento e armonizzazione delle tariffe, continuità del servizio e tutela della gestione pubblica dell’acqua.
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