A dieci anni dal terremoto del Centro Italia del 2016, la ricostruzione registra un avanzamento complessivo di circa il 40 per cento, con il 98 per cento delle opere pubbliche programmate sbloccate o avviate e 12,5 miliardi di euro già concessi per i cantieri privati. I dati sono emersi ad Arquata del Tronto, durante il convegno “Centro Italia 2016-2026: il cammino della ricostruzione”, organizzato dalle Anci delle quattro regioni coinvolte. Il commissario straordinario Guido Castelli ha riferito che negli ultimi anni oltre 5.000 nuclei familiari sono rientrati nelle proprie abitazioni, mentre altri 8.000 risultano ancora fuori casa.
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha richiamato la necessità di accelerare le procedure amministrative e superare le criticità emerse anche dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. Secondo Marsilio, i ritardi accumulati nella ricostruzione hanno determinato maggiori costi pubblici, tra aumento dei prezzi, sistemazioni alberghiere e contributi agli sfollati. Il presidente ha sottolineato che la legge 40/2025 rappresenta un avanzamento, ma richiede ulteriori semplificazioni per ridurre i passaggi burocratici e i tempi di rilascio delle autorizzazioni. Ha inoltre difeso la scelta di realizzare rapidamente gli alloggi per gli sfollati aquilani, evitando il trasferimento prolungato delle famiglie lontano dai territori di origine.
Un altro tema affrontato da Marsilio riguarda il potenziamento dei collegamenti nelle aree interne. Il presidente ha ricordato che il tempo di percorrenza tra L’Aquila e Amatrice si è ridotto da circa un’ora a poco più di mezz’ora, con ulteriori miglioramenti previsti al completamento degli interventi. Gli investimenti sulla Salaria, sulla Tre Valli e sulle altre infrastrutture sono stati indicati come strumenti per sostenere le attività economiche e contrastare lo spopolamento dei territori montani.
Nel corso dell’incontro, il commissario Castelli ha ribadito la necessità di collegare la ricostruzione alla prevenzione del rischio sismico, attraverso verifiche sulla sicurezza degli edifici e del territorio, con particolare attenzione alle scuole e alle strutture pubbliche. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha ricordato che negli ultimi 50 anni lo Stato ha speso 132 miliardi di euro per le ricostruzioni successive alle calamità naturali. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni Marche, Umbria e Lazio, il presidente di Anci Abruzzo e sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e gli amministratori dei territori interessati.
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