Il numero delle imprese del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero (TAC) in Abruzzo è diminuito del 12,4% tra il 2019 e il 2025, a fronte di una flessione nazionale del 17,4%. È quanto emerge dal dossier elaborato dal Centro Studi Tagliacarne, presentato a Pescara nella sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo. Lo studio analizza l’andamento del comparto manifatturiero regionale, con particolare attenzione alla struttura produttiva, alle esportazioni e al fabbisogno occupazionale.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, le esportazioni abruzzesi del settore raggiungono 482 milioni di euro, con un saldo commerciale positivo di 23 milioni. La maggiore concentrazione delle attività produttive si registra nella provincia di Teramo, in particolare nel distretto della Val Vibrata, che mantiene un ruolo centrale nella filiera regionale del tessile, abbigliamento e calzaturiero.
Tra le principali criticità emerge la difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato. Secondo i dati illustrati, il problema riguarda il 62,8% delle figure professionali ricercate, a fronte di circa 2.300 assunzioni programmate. Un dato che evidenzia la distanza tra le competenze richieste dalle aziende e la disponibilità di lavoratori con profili adeguati.
L’assessore regionale alle Attività produttive e al Lavoro, Tiziana Magnacca, intervenuta alla presentazione, ha sottolineato la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione professionale e fabbisogni delle imprese. Tra le priorità indicate figurano anche il sostegno ai processi di digitalizzazione e l’accompagnamento delle aziende nelle trasformazioni produttive del settore.
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