Bankitalia, in Abruzzo crescita del 6.3% nel 2021

In Abruzzo il 2021 è stato caratterizzato da una ripresa dell’attività economica. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale elaborato dalla Banca d’Italia, nel complesso dell’anno il prodotto sarebbe cresciuto del 6,3 per cento (6,6 per cento in Italia, in base ai dati dell’Istat).

Dopo il marcato rimbalzo registrato nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2020, caratterizzato dal lockdown, il recupero è proseguito nella seconda parte dell’anno, anche se con una dinamica inferiore rispetto a quella dell’economia nazionale. Le crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni input produttivi importati e i rincari dei beni energetici, acuitisi ulteriormente nei primi mesi del 2022 con lo scoppio del conflitto in Ucraina, potrebbero compromettere la prosecuzione della fase di recupero dell’economia regionale. Nell’industria in senso stretto sarebbero stati quasi completamente recuperati, nel corso del 2021, i livelli di attività pre-pandemia. L’indagine sulle imprese condotta dalla Banca d’Italia segnala una crescita delle vendite rispetto all’anno precedente, in particolare per le aziende con una maggiore presenza sui mercati esteri.

Dopo l’indebolimento del processo di accumulazione del capitale rilevato nel 2020, sono emersi dalla rilevazione segnali di ripresa della spesa per investimenti. Sulle previsioni per l’anno in corso pesano le incertezze legate all’evoluzione delle tensioni sui mercati delle materie prime e dei beni energetici, che hanno già determinato nel 2021 una rilevante crescita dei costi di produzione delle imprese e rallentamenti dell’attività produttiva. Dopo la forte contrazione registrata nel 2020, le esportazioni sono nel complesso cresciute (+5%), anche se negli ultimi due trimestri dell’anno hanno ampiamente risentito del calo delle vendite di mezzi di trasporto. I comparti della gomma e plastica, metalmeccanico e della chimica hanno contribuito positivamente all’incremento dell’export. L’esposizione delle imprese abruzzesi in termini di esportazioni dirette verso le aree in guerra risulta contenuta (1,5% del totale) e in linea con la media nazionale. Nel settore delle costruzioni la produzione si è portata su valori ampiamente superiori a quelli precedenti la pandemia, beneficiando degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione del patrimonio abitativo. Nel comparto immobiliare, il volume delle transazioni è fortemente aumentato (di circa il 40%), raggiungendo i livelli più elevati dell’ultimo decennio. Nel terziario, il graduale allentamento delle restrizioni alla mobilità nel corso dell’anno ha favorito il commercio e il turismo, i cui livelli di attività hanno comunque continuato a mantenersi al di sotto di quelli del 2019. Sul finire dell’anno, e nei primi mesi del 2022, la diffusione della variante Omicron e il peggioramento del clima di fiducia hanno rallentato la ripresa dei servizi. Dopo il marcato calo registrato nel 2020, il tasso di natalità netto delle imprese abruzzesi è aumentato (al 2,8%), in particolare nei settori caratterizzati da un elevato livello di intensità digitale. La redditività delle imprese abruzzesi è tornata a crescere rispetto ai livelli del 2020.

La maggiore capacità di autofinanziamento ha inoltre ampiamente sostenuto la liquidita. La domanda di prestiti bancari è diminuita, in un contesto di politiche di offerta degli intermediari ancora sostanzialmente distese. Il quadro occupazionale della regione è migliorato nel corso del 2021. Il numero di occupati è aumentato (+1,9%), come pure la partecipazione al mercato del lavoro (tasso di attività al 63,9% dal 62,8% del 2020), che si attesta tuttavia su livelli inferiori a quelli precedenti la crisi sanitaria. Rimane ampio in regione, rispetto alla media nazionale, il divario di genere nei tassi di partecipazione (21,2 punti percentuali nel 2020), in particolare per le madri con figli in età prescolare. Relativamente all’occupazione subordinata, la creazione di nuove posizioni lavorative (di circa 14.500 unità) si è collocata su livelli superiori rispetto a quelli del 2019, grazie soprattutto all’andamento positivo nel turismo e nelle costruzioni; la crescita ha riguardato in particolare le posizioni lavorative a termine. Il reddito delle famiglie abruzzesi è tornato a crescere nel 2021 (+1,9% a valori costanti), beneficiando dei miglioramenti del mercato del lavoro e delle misure di sostegno pubblico. I consumi, pur risentendo del rialzo dei prezzi di beni e servizi, sono risultati in ripresa (+4,1% in termini reali) dopo il forte calo del 2020; la propensione al risparmio si è ridotta. I prestiti alle famiglie hanno ripreso a crescere (al 3,0% a fine 2021) sia nella componente dei mutui (3,3%), stimolata dalla dinamicità del mercato immobiliare, sia in quella del credito al consumo (2,4%). Nel 2021 la crescita dei prestiti bancari all’economia abruzzese si è attenuata (all’1,1% a dicembre rispetto al 2,6% di fine 2020), risentendo del marcato rallentamento dei finanziamenti alle imprese (allo 0,2% dal 4,8%). Il miglioramento del quadro congiunturale e le misure pubbliche di sostegno hanno inciso positivamente sulla qualità del credito (il flusso di nuovi crediti deteriorati ha continuato a mantenersi su valori contenuti, all’1,4%). La liquidità detenuta sui depositi bancari permane su livelli elevati, sebbene la sua crescita si sia attenuata (al 5,1% a dicembre  dall’11,4% a fine 2020), in particolare per le imprese, rispetto ai massimi osservati durante il 2020. È proseguito in regione il ridimensionamento della rete distributiva tradizionale delle banche, a fronte di un ulteriore rafforzamento dell’offerta online di servizi finanziari, stimolata anche dalla spinta alla digitalizzazione impressa dalla pandemia. Nel 2021 la spesa in conto capitale delle Amministrazioni locali è tornata a crescere. In alcuni rilevanti comparti, come la riqualificazione urbana, la messa in sicurezza del territorio e l’edilizia scolastica, nel prossimo quinquennio essa beneficerà delle risorse aggiuntive messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riservate per il 40 per cento alle regioni meridionali.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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