Coldiretti: Solo 1 italiano su 5 in zone a rischio

Solo poco più di un italiano su cinque (22%), è costretto ad affrontare ancora le restrizioni nelle regioni arancioni e quelle più rigide previste per le zone rosse per il rischio Covid dove risiedono complessivamente oltre 13 milioni di persone. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore della nuova mappa dei colori con 5 regioni arancioni (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) mentre la Valle d’Aosta è diventata rossa. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – della dimostrazione evidente del miglioramento della situazione per l’avanzare della campagna di vaccinazione con effetti sulle libertà individuali, sulla vita sociale ma anche sulla sostenibilità economica delle attività produttive ad oltre un anno dall’inizio della pandemia

Una ripresa importante dopo mesi di lockdown che – sottolinea la Coldiretti – hanno privato gli italiani di componenti importanti della socialità e tagliato pesantemente i redditi degli operatori. Se la riapertura di bar, ristorante e agriturismi è una priorità per il 30% degli italiani c’è un 8% dei cittadini che ritiene importante la ripresa di concerti e spettacoli teatrali, mentre dovrà ancora attendere il 6% chi ha, infine, come obiettivo quello di tornare in palestra, secondo il sondaggio condotto on line sul sito Coldiretti

Un segnale di speranza dopo molti mesi di grandi difficoltà – continua la Coldiretti – è venuto dal weekend del primo maggio che ha segnato il ritorno al lavoro per titolari e collaboratori di quasi centoquarantamila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi con attività all’aperto nelle regioni gialle dove è possibile il servizio al tavolo all’esterno ma non quello al bancone interno per i bar.

Resta chiusa più della metà dei servizi di ristorazione situati nelle zone a rischio o privi di spazi all’aperto con effetti sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia. Limitativo per tutti è anche il coprifuoco alle 22 poichè – precisa la Coldiretti – gli agriturismi sono situati nelle aree rurali e ci vuole maggior tempo per raggiungerli dalle città.

Complessivamente nell’attività di ristorazione – rileva la Coldiretti – sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che – conclude Coldiretti – vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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