Evasione fiscale, in Abruzzo la percentuale è del 13,8 per cento

 Il numero delle persone arrestate per violazioni penali di natura tributaria diminuisce, ma il gettito recuperato attraverso la lotta all’evasione fiscale aumenta. Certo, non necessariamente c’e’ un nesso inversamente proporzionale tra questi due fenomeni, tuttavia e’ importante segnalare che la lotta all’infedelta’ fiscale produce risultati sempre piu’ positivi, senza ricorrere ad un inasprimento delle misure limitative alla liberta’ delle persone. Un segno di civilta’ giuridica che rafforza nel nostro Paese il concetto dello Stato di diritto. A segnalarlo e’ l’Ufficio studi della Cgia (Confederazione generale italiana dell’artigianato). Analizzando la serie storica emerge che in Italia il numero minimo di arresti si e’ verificato nel 2016, dopodiche’ c’e’ stato uno sali scendi fino al 2021, anno in cui il numero di persone “ammanettate” per aver commesso un reato tributario ha toccato il picco massimo di 411. Nel 2022 (ultimo dato disponibile) il numero e’ sceso a 290. Diversamente, al netto dei risultati conseguiti nel 2020-2021, biennio caratterizzato dalla grave crisi pandemica, il recupero dell’evasione e’ stato di 20,2 miliardi nel 2022 e di 24,7 miliardi di euro nel 2023.

Secondo i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), nel 2021 (ultimo dato disponibile) l’evasione tributaria e contributiva presente in Italia era pari a 83,6 miliardi di euro, di cui 73,2 miliardi riconducibili alle entrate e 10,4 miliardi ai contributi. Va segnalato che il dato complessivo e’ sceso di ben 24,1 miliardi rispetto al 2016 (-22,4 per cento). In Italia l’Ufficio studi della Cgia stima che l’evasione fiscale sia all’11,2 per cento. Vuol dire che a fronte di 100 euro incassati dall’erario, 11,2 euro rimangono indebitamente nelle tasche degli evasori.

A livello regionale, in Abruzzo l’evasione fiscale tocca il 13,8%, la percentuale dell’economia non osservata è il 14,4% per un valore di 1.885 milioni di euro evasi. 

Ecco in dettaglio, la situazione, regione per regione, con i tre dati che comparano i valori dell’incidenza percentuale dell’economia “non osservata” (quella cioè costituita dal sommerso economico, dall’economia illegale, dal sommerso statistico e dall’economia informale) in rapporto al Pil, la cifra in milioni delle imposte evase e, infine, la percentuale di evasione fiscale. Calabria: 19,2%, 2.539 milioni e 18,4% di evasione fiscale; Campania: 18%, 7.859 milioni, 17,2%; Puglia: 17,6%, 5.479 milioni e 16,8%; Sicilia: 17,3%, 6.215 milioni, 16,5%; Molise: 16,3%, 424 milioni, 15,6%; Sardegna: 16,2%, 2.269 milioni, 15,5%; Abruzzo: 14,4%, 1.885 milioni, 13,8%; Basilicata: 14,1%, 731 milioni, 13,4%; Umbria 13,8%, 1.253 milioni, 13,2%; Marche: 13,4%, 2.272 milioni, 12,8%; Toscana: 12,5%, 5.774 milioni, 11,9%; Liguria: 12, 2.317 milioni, 11,5; Lazio: 11,8, 9.128 milioni, 11,2%; Valle d’Aosta: 11,1%, 207 milioni, 10,6%; Piemonte: 10,3%, 5.585 milioni, 9,8%; Veneto; 10%, 6.538 milioni, 9,5%; Emilia Romagna: 9,8%, 6.469 milioni, 9,4%; Friuli Venezia Giulia: 9,4%, 1.484 milioni, 9% Provincia autonoma Trento: 9%, 761 milioni, 8,6%; Lombardia: 8,4%, 13.641 milioni, 8%; Provincia autonoma di Bolzano: 8,1% 821 milioni, 7,7%:

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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