L’economia sommersa nel Mezzogiorno ammonta a 112 miliardi di euro

L’economia sommersa nel Mezzogiorno ammonta a 112 miliardi di euro, circa il 30 per cento del Pil. E’ quanto emerge dal nuovo numero della rivista internazionale di economia e territorio, Rassegna economica curata dal Centro studi Srm (collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), dedicato al tema della legalita’ e della trasparenza, presentato alla sede di Intesa Sanpaolo di Napoli. Legalita’ e sviluppo sostenibile sono fenomeni correlati per la crescita del territorio. In questo senso, le Zone economiche apeciali possono rappresentare un volano di crescita e lo strumento per mettere a sistema l’industria e la logistica portuale in un’area agendo su export, traffico marittimo e fondi pubblici per lo sviluppo. Per questo l’economia sommersa rappresenta un grosso limite allo sviluppo. Pur essendosi ridotto il suo peso sull’economia, i valori restano ancora molto elevati finendo per gravare sulla competitivita’ del Paese e in particolare del Sud. 

Sarebbe importante valorizzare la relazione tra legalita’, trasparenza, sicurezza e giustizia per favorire la crescita del territorio. Inoltre, un miglioramento della sostenibilita’ dei processi produttivi attraverso l’investimento in innovazione e formazione accresce la domanda di trasparenza e legalita’. Accanto a questo, si legge nella sintesi dello studio, c’e’ un Sud che produce ma che necessita di alcuni fattori per supportare lo sviluppo endogeno quali l’imprenditorialita’, la formazione, i processi innovativi, la qualita’ del capitale umano.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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