Arriverà in libreria il 4 settembre “Smarginati”, la nuova raccolta di racconti scritta a quattro mani da Remo Rapino e Stefano Redaelli e pubblicata da Città Nuova.
Il volume raccoglie storie di donne e uomini che vivono ai margini, tra strada, stazioni, servizi psichiatrici, case di riposo e situazioni di solitudine. I racconti mettono al centro esperienze segnate dalla fragilità e dall’esclusione, attraverso il confronto tra le due diverse voci narrative degli autori.
Redaelli sottolinea come il progetto rappresenti una formula poco comune nella narrativa, con due autori impegnati a raccontare gli stessi temi mettendo in dialogo sguardi e sensibilità differenti. Il libro, spiega, nasce anche dall’amicizia con Rapino.
Remo Rapino, già insegnante di filosofia e storia nei licei, vive a Lanciano ed è autore, tra gli altri, dei romanzi “Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, “Fubbàll”, “Di nome faceva Arturo” e “La scortanza”. Stefano Redaelli insegna letteratura italiana alla facoltà Artes Liberales di Varsavia ed è autore di numerose pubblicazioni tra cui “Beati gli inquieti”, “Ombra mai più”, “Esercizi di squilibrio”, “Chilometrotrenta” e “Spirabole”.
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