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Sui monti per difendere la natura e riflettere su se stessi. Ecco le nuove guide

Una passione per la montagna, in senso ecologico e culturale per far conoscere a quanti lo desiderano, una natura aspra e da difendere. Pietro Santucci, è nato e sempre vissuto a Civitella Alfedena, un  villaggio nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo. "Amo la natura. Il mio amore per la montagna mi ha portato a diventare Accompagnatore di Media Montagna del Collegio Regionale delle Guide Alpine Abruzzo"

Come è cresciuto l'interesse delle persone verso la montagna?

"C'è oggi una attenzione diversa, una richiesta di essere presente, ossia un bisogno di contatto con la natura, un aspetto che è innato in ciascuno di noi, un sentimento profondo che va messo alla prova e valorizzato".

Cosa regala la montagna?

"Il percorrere sentieri, il sentire la fatica e osservare la natura, di certo regala emozioni nuove, di cui fare tesoro. Inoltre c'è un aspetto sociale e uno più personale"

Quali?

"Come prima cosa l'essere assieme nell'affrontare un percorso comune ha il pregio di eliminare le differenze sociali, ossia ci si misura come appartenenti a una comunità che deve essere unita e non per imposizione, ma perché lo richiede la natura e non ci si può sottrarre. La seconda cosa è una partecipazione per così dire privata, ossia, la montagna ci fa riflettere su noi stessi, permette un confronto schietto con sé stessi. Ed oggi è un metodo molto valido per comprendere le proprie capacità e limiti"

C'è competizione tra chi vuole affrontare un percorso montano?

"No, oggi è maturato un nuovo pensiero, la gente non pensa più alla conquista della cima ma ha interesse a conoscere le peculiarità del territorio. Una attenzione che si declina in più modi, geografici, ecologici, storici, estetici, e anche verso la bio diversità di ciascuna area"

Che giudizio da lei, di questa nuova attenzione verso questa passione di percorrere chilometri di montagna, fino ad isolarsi da tutto?

"È aumentata l'attenzione verso la natura, soprattutto verso la sua tutela. C'è una maggiore consapevolezza rispetto al devastante impatto umano sull'ambiente. Sui monti questo è evidente, da profondamente fastidio vedere come la mano dell'uomo possa alterare un'area, un paesaggio"

Ci sono anche i giovani?

"Mostrano interesse ma bisogna invogliati, bisogna unire la montagna con le attività sportive, canoa, Mountain bike, passeggiate a cavallo"


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