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Lavori pubblici, pagamenti in 172 giorni

Una direttiva europea ha fissato il termine di 60 giorni

Restano ancora stabilmente oltre i 60 giorni di legge i tempi medi di pagamento delle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche, nei lavori pubblici. La direttiva europea 2011/7/Ue ha fissato per la prima volta un termine, di 60 giorni, per i pagamenti delle Pa, ma il Monitoraggio che l'Ance svolge periodicamente con sondaggi a campione presso le imprese segnala che nel settore lavori pubblici i tempi medi sono ancora ben oltre, quasi tre volte superiori: 172 giorni nel secondo semestre 2016, 112 giorni di ritardo medio, e per la prima volta in peggioramento (da 108 a 112 giorni) rispetto al trend di graduale riduzione dei ritardi in corso dal 2013 a oggi.

Tra le imprese di costruzione intervistate nel monitoraggio Ance il 69% segnala ritardi nei pagamenti della Pa. Il dato e' in miglioramento, perche' solo nel primo semestre 2016 era pari al 79%, e quasi sempre negli anni scorsi era intorno all'80%. Tuttavia l'Ance segnala che il peso medio dei lavori pubblici sul totale del fatturato risulta pari a circa il 22% per le imprese che non segnalano ritardi contro una media del 62% per quelle che segnalano ritardi. Il tempo medio di pagamento alle imprese dalla Pa nel settore lavori pubblici e' stato nel sondaggio Ance di ottobre 2016 pari a 172 giorni, contro i 60 di legge, in leggero peggioramento rispetto ai 166 giorni nel secondo semestre 2015 e a 168 giorni nel primo semestre 2016. Ragionando in termini di ritardi, cioe' di quanti giorni oltre i 60 di legge, si e' trattato di 112 giorni nel secondo semestre 2016, contro i 106 del 2? semestre 2015 e 108 del 1° semestre 2016.

Nel 2016 si quindi e' fermata la tendenza a un progressivo miglioramento dei tempi medi di pagamento registrata nel triennio 2013-2015, quando numerose misure furono approvate dal Governo per contrastare il fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione. In particolare, l'Ance ricorda le misure del biennio 2013-2014 per lo smaltimento dei debiti pregressi (che ha consentito di ridurre di circa un terzo i ritardi medi per i lavori pubblici); dal 2016 il superamento del Patto di stabilita' interno ('che rappresentava una delle principali cause dei ritardi', sottolinea l'Ance), e la messa a regime dell'anticipazione del prezzo con il nuovo Codice pubblici (dlgs 50/2016). Queste misure hanno determinato una riduzione complessiva di circa un terzo dei ritardi medi di pagamento alle imprese: tra inizio 2013 e fine 2015, si e' passati da 160 a 108 giorni di ritardo, con una diminuzione pari a 48 giorni dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione. Il dato risale ora a 112 giorni medi, e resta comunque consistente: quasi sei mesi medi per pagare, contro i due al massimo fissati dalla legge.

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