Risparmio, il 47% delle famiglie mette da parte soldi

Cresce il numero delle famiglie in grado di risparmiare così come sale il numero di quanti dichiarano di avere un reddito sufficiente o più che sufficiente per il proprio tenore di vita. A conferma che la ripresa, lenta lo scorso anno, si consolida nel 2018. E quanto emerge dall’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2018 curato dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo e condotto la scorsa primavera su un campione di 1021 persone. In particolare, dallo studio emerge che sale oltre il 47% del campione il numero di famiglie in grado di risparmiare contro il 43,4% del 2017 mentre la percentuale di intervistati che dichiara di avere un reddito sufficiente o più che sufficiente sale dal 60,8% al 63,6%. Far fronte agli imprevisti è la principale motivazione del risparmio, lo dichiara il 43% del campione, seguono i figli, 21%, la vecchiaia, 19,7% e la casa, 14%. “Dall’indagine emerge che c’è un grandissimo desiderio delle famiglie italiane di tornare alla normalità – commenta Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo – in particolare la crescita di intervistati che dichiara di avere un reddito sufficiente e l’incremento delle famiglie in grado di risparmiate ci dicono che è in miglioramento la fiducia nel futuro”.

I risparmiatori italiani preferiscono il risparmio gestito alle obbligazioni che fino ad oggi sono state l’attività finanziaria più acquistata. A rilevare la fine della luna di miele dei risparmiatori con le obbligazioni è l’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2018 curato dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo e condotto la scorsa primavera su un campione di 1021 persone. Dallo studio emerge che a detenere le obbligazioni in portafoglio sono oggi il 19% degli intervistati contro il 29% del 2007 e, per i possessori, queste rappresentano ormai solo il 24% dell’attivo, erano il 36% nel 2015. L’analisi, rileva, poi, che dalle obbligazioni gli investitori intervistati sono usciti in due direzioni: liquidità, favorita dal tasso di inflazione inferiore all’1%, e risparmio gestito. In particolare, sottolinea l’indagine, nel 2018 il 21,4% del campione ha dichiarato il possesso di almeno una forma di risparmio gestito negli ultimi cinque anni. I sottoscrittori di fondi comuni sono risultati il 10,9%, erano il 7,2% nel 2015, quelli di Etf il 7,3% (2,3% nel 2015), quelli di polizze unit linked il 2,8%, il 2% nel 2015.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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