Parco nazionale d’Abruzzo, il Consiglio di Stato conferma i confini nel versante laziale

Si chiude il contenzioso sui confini del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise nel versante laziale. Con la sentenza n. 104 del 7 gennaio, il Consiglio di Stato ha rigettato in via definitiva l’impugnazione presentata da un’azienda faunistico-venatoria contro la decisione del Tar del Lazio, confermando che il perimetro del Parco è quello indicato nella cartografia allegata al decreto del Presidente della Repubblica del 1976.

La vicenda trae origine dal ricorso promosso dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise contro il rinnovo di una concessione faunistico-venatoria nel territorio comunale di San Biagio Saracinisco. Il Parco aveva segnalato una sovrapposizione tra i confini dell’azienda e quelli dell’area protetta, incompatibile con il divieto di caccia previsto nelle aree tutelate. Per chiarire la reale delimitazione del perimetro nel versante laziale, il Tar aveva disposto verifiche tecniche e amministrative affidate a Ispra, che avevano confermato la validità dei confini fissati dal Dpr del 1976.

Contro la sentenza di primo grado avevano presentato appello l’azienda interessata e la Regione Lazio, mentre il Comune di Campoli aveva proposto opposizione di terzo. Il Consiglio di Stato ha confermato integralmente la decisione del Tar, stabilendo che per l’individuazione del perimetro del Parco nel versante laziale occorre fare esclusivo riferimento alla cartografia allegata al decreto del 1976. La pronuncia chiarisce in modo definitivo una questione che si protraeva da anni e consente ora di attestare con certezza i confini esterni dell’area protetta, amministrata dall’Ente con sede a Pescasseroli.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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