In Abruzzo l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato continua a crescere e si colloca ormai stabilmente sopra i 42 anni. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, riferita al 2024, l’età media regionale ha raggiunto i 42,41 anni, posizionando l’Abruzzo al settimo posto in Italia tra le regioni con la forza lavoro più anziana
Un dato che si accompagna a un altro indicatore significativo: il 34% dei lavoratori dipendenti privati in Abruzzo ha più di 50 anni, una quota superiore alla media nazionale, ferma al 32,7%. In termini assoluti, su 368.080 lavoratori dipendenti, ben 125.133 rientrano nella fascia over 50.
La fotografia scattata dalla CGIA conferma una tendenza strutturale: negli ultimi sedici anni l’invecchiamento della forza lavoro non si è arrestato, ma ha conosciuto solo una fase di stabilizzazione dopo il 2020, senza tuttavia invertire la rotta. A livello nazionale l’età media dei dipendenti è salita di circa quattro anni dal 2008, passando da meno di 38 anni a quasi 42 nel 2024, e l’Abruzzo si colloca pienamente all’interno di questa dinamica.
Guardando al dettaglio provinciale, anche i territori abruzzesi mostrano valori elevati. L’Aquila registra un’età media dei dipendenti pari a 42,92 anni, collocandosi tra le province italiane con la forza lavoro più anziana. Chieti segue con 42,47 anni, Pescara con 42,32, mentre Teramo si attesta a 42,03 anni. In tutte le province abruzzesi la quota di lavoratori over 50 supera il 33%, segnalando una diffusa maturazione anagrafica del lavoro dipendente.
Il quadro che emerge riguarda in modo particolare le piccole e micro imprese, che rappresentano una componente essenziale del sistema produttivo regionale. Secondo la CGIA, l’invecchiamento della forza lavoro non è solo un tema demografico, ma un vero e proprio vincolo economico: la difficoltà nel ricambio generazionale rischia di ridurre la capacità produttiva, soprattutto nei settori ad alta intensità di lavoro e competenze operative.
Nel confronto nazionale, l’Abruzzo si colloca a ridosso delle regioni con i valori più alti – come Basilicata, Molise e Umbria – e ben distante dai territori con una forza lavoro più giovane, come la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige. Un posizionamento che conferma come il tema dell’età dei lavoratori rappresenti una delle sfide strutturali per la tenuta e la competitività del tessuto produttivo regionale nei prossimi anni
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