Chieti, condannato a 4 anni e 6 mesi per l’impiego di denaro proveniente da truffa

Il gup del Tribunale di Chieti Maurizio Sacco ha condannato a 4 anni e sei mesi di reclusione un uomo di 33 anni, accusato di aver utilizzato denaro proveniente da attività illecita in un’attività economica. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe utilizzato 10.400 euro, provenienti da una truffa commessa dalla madre, per avviare un’attività di ristorazione. Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Polleggioni, aveva chiesto l’assoluzione e ha già annunciato ricorso in appello.

La difesa ha sostenuto l’assenza dell’elemento soggettivo del reato, affermando che il denaro ricevuto dalla madre sarebbe stato consegnato senza che il figlio fosse a conoscenza della sua provenienza illecita. Secondo la ricostruzione difensiva, la donna avrebbe rassicurato il figlio spiegando che le somme derivavano da prestiti.

La madre è stata rinviata a giudizio per truffa aggravata e la prima udienza è fissata per il 15 aprile. La presunta vittima, una donna di circa cinquant’anni assistita dall’avvocato Stefania Fiore e costituitasi parte civile, tra il 2022 e il 2024 avrebbe versato complessivamente 67.460 euro convinta che la donna potesse eliminare le “negatività” che avrebbero causato la sua condizione psicofisica.

Secondo l’accusa, attraverso artifici e raggiri la donna avrebbe indotto la vittima a consegnare più somme di denaro per l’acquisto di materiali non specificati e per compensi legati a presunte prestazioni. Nell’ambito dell’indagine il pm Giancarlo Ciani ha disposto il sequestro preventivo di 10.400 euro sul conto della ditta individuale del 33enne e di 67.460 euro sul conto della madre. I sequestri sono stati convalidati dal gip Andrea Di Berardino.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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