Export vino: crescita dei premium, opportunità anche per l’Abruzzo

Non è più una questione di volumi ma di valore per il settore vinicolo italiano, con una crescita attesa dei vini Premium nei prossimi anni. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr, i prodotti con prezzo in uscita dalla cantina di almeno 8 euro continueranno a espandersi, contribuendo a compensare il calo dei segmenti medio-bassi. Per il made in Italy è prevista una crescita in valore del 3,5% entro il 2029.

Il report evidenzia come l’export resti ancora concentrato su pochi mercati, con i primi cinque Paesi che rappresentano il 60% del valore totale. Tra le aree di maggiore sviluppo, oltre a Stati Uniti e Regno Unito, emergono mercati come Giappone, Cina, Corea del Sud e India. In particolare, nel Regno Unito si punta a rafforzare la presenza dei vini fermi, inclusi quelli provenienti dall’Abruzzo, con una crescita stimata del 3%.

Nei mercati maturi si registra una dinamica differenziata: negli Stati Uniti i vini italiani mostrano segnali positivi nel segmento premium, sostenuti soprattutto dalle bollicine, mentre in altri Paesi si assiste a una riduzione dei volumi accompagnata da un aumento del valore. Secondo l’analisi, un incremento della quota di vini Premium potrebbe attenuare il calo dell’export registrato nel 2025, pari a quasi il 4%, e contribuire a contrastare la tendenza negativa prevista fino al 2029.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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