Nei consumatori moderati di vino il rischio di mortalità cardiovascolare si riduce del 21%, mentre aumenta del 9% in chi assume la stessa quantità di alcol da altre fonti. Il dato è stato presentato a Vinitaly 2026 durante la conferenza “Vino e Longevità. Salute, cultura, convivialità e tendenze”, dove è stata annunciata la nascita dell’“Accademia internazionale del bere in salute”.
Il risultato deriva da uno studio su 340mila persone del database UK Biobank seguite per 13 anni. Un secondo lavoro, relativo al progetto Moli-sani e pubblicato a marzo 2026, evidenzia che il consumo moderato di vino nella Dieta Mediterranea è associato a un rallentamento dell’invecchiamento biologico, effetto non rilevato con altre bevande alcoliche.
L’Accademia riunisce studiosi impegnati nei campi della nutrizione, epidemiologia e prevenzione cardiovascolare e punta a promuovere un confronto basato su evidenze scientifiche sul rapporto tra vino, salute e longevità. Tra gli obiettivi, rendere più accessibile il linguaggio scientifico e favorire il dialogo tra ricerca, istituzioni e settore produttivo.
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