Cisl Pescara e Adiconsum Pescara chiedono l’avvio di un confronto con gli enti locali della provincia, i rappresentanti dei lavoratori, dei pensionati e dei consumatori per affrontare l’aumento dei costi a carico delle famiglie.
In una nota, le due organizzazioni richiamano gli ultimi dati nazionali sulle entrate tributarie dello Stato legate ai consumi, con l’Iva in crescita del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo Cisl e Adiconsum, l’aumento del costo del diesel da gennaio e il ridimensionamento della riduzione delle accise sulla benzina hanno contribuito a un ulteriore incremento del gettito Iva.
Nel comunicato vengono indicati anche altri fattori di pressione sui cittadini: aumento dei costi dei parcheggi, dell’Irpef regionale, dei pedaggi autostradali, in particolare sulla A14, rincari annunciati dai balneatori su ombrelloni e servizi, aumenti nei bar e crescita del costo della spesa quotidiana. Per le due sigle, nonostante le politiche sindacali su rinnovi contrattuali, detassazione del lavoro disagiato e premi aziendali, il saldo resta negativo per lavoratori, lavoratrici e pensionati della provincia di Pescara.
Cisl e Adiconsum richiamano inoltre la situazione delle liste di attesa in Abruzzo per esami e visite specialistiche, con disagi che comprendono lunghe attese, migrazione sanitaria e rinunce alle cure. Le organizzazioni chiedono interventi per ridurre i costi della politica e della burocrazia, aumentare stipendi e salari e garantire la piena applicazione dei contratti nazionali sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil, anche alla luce della carenza di personale in diversi settori, in particolare nel turismo.
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