Scontri dopo Pescara-Spezia, due tifosi arrestati

Due tifosi sono stati arrestati in flagranza dalla polizia dopo gli scontri scoppiati ieri sera a Pescara al termine della gara con lo Spezia, conclusa con la retrocessione in Serie C della squadra biancazzurra. I due sono accusati, tra l’altro, di resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo le stime, oltre 500 persone hanno partecipato alla contestazione fuori dallo stadio. Il bilancio è di almeno una decina di agenti feriti, lanci di pietre, petardi, fumogeni e cassonetti contro le forze dell’ordine, oltre al danneggiamento di auto e mezzi della polizia. Un razzo ha provocato anche un principio d’incendio sul balcone di un’abitazione, domato dai vigili del fuoco.

La Digos della Questura di Pescara sta visionando le immagini interne ed esterne dello stadio per identificare i responsabili dei disordini. In occasione della partita era stato predisposto un dispositivo di ordine pubblico con squadre territoriali di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, affiancate da reparti arrivati da fuori in supporto.

Il segretario del Sap di Pescara, Giampaolo Guerrieri, ha espresso solidarietà agli agenti feriti e ha definito inadeguato il dispositivo messo in campo, riferendo di sei feriti tra gli agenti del Reparto Mobile di Senigallia e Roma e di altri quattro colleghi diretti in ospedale per accertamenti. Secondo Guerrieri, durante gli scontri sarebbero state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori lo stadio, mentre la polizia avrebbe utilizzato 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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