“La fiscalità locale in Abruzzo, e in Italia, si è trasformata in una vera e propria “lotteria territoriale” a danno dei cittadini più fragili”, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo commenta i dati divulgati dall’ultimo studio nazionale sulle addizionali Irpef realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della Uil e dalla Uil Abruzzo.
Dallo studio diffuso con una nota emerge l’impatto della frammentazione sui bilanci delle famiglie, sia per chi ha un reddito di 20.000 euro, sia per chi raggiunge i 40.000 euro. Per un reddito di 20.000 euro, il prelievo totale delle addizionali Irpef si attesta a 494 euro complessivi (di cui 160 euro di addizionale comunale) a Chieti, Pescara e Teramo, e 454 euro complessivi (con un’addizionale comunale più contenuta, pari a 120 euro) all’Aquila. Quando il reddito sale a 40.000 euro, l’esborso complessivo per i cittadini abruzzesi cresce in maniera significativa, con una tassazione che si uniforma verso l’alto. A livello regionale l’addizionale sale a 812 euro, portando il totale versato rispettivamente a 1.132 euro per Chieti, Pescara e Teramo (comprensivo della quota comunale di 320 euro) e 1.052 euro per L’Aquila (comprensivo di 240 euro della quota comunale).
La Uil sottolinea come l’Abruzzo si collochi in una fascia di tassazione considerata elevata, soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati. Lombardo richiama inoltre il tema delle aliquote uniche applicate in diversi Comuni, che secondo il sindacato non garantirebbero una piena progressività del sistema.
Tra le richieste avanzate dalla Uil Abruzzo figurano l’apertura di un tavolo regionale sulla fiscalità, il rafforzamento della progressività delle addizionali locali, soglie minime uniformi di esenzione per le fasce più fragili e un maggiore contrasto all’evasione fiscale locale attraverso controlli e incrocio delle banche dati.
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