Prosegue la protesta alla Pierburg di Lanciano dopo la cessione degli ultimi siti automotive di Rheinmetall al fondo tedesco Aequita. Dopo lo sciopero di quattro ore di giovedì scorso e l’uscita volontaria dallo stabilimento di quasi tutti i lavoratori, Fiom Cgil e Fim Cisl hanno proclamato un nuovo pacchetto di otto ore di sciopero da programmare con i dipendenti.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di garanzie sul futuro occupazionale dei siti produttivi. Secondo i sindacati, la cessione sarebbe avvenuta senza confronto preventivo con le parti sociali e senza passare dal tavolo istituzionale del Mimit.
Andrea De Lutis della Fiom Cgil e Primiano Biscotti della Fim Cisl contestano la decisione di Rheinmetall di convocare assemblee plenarie con i lavoratori per la prossima settimana senza un confronto preventivo con sindacati e Ministero. Per le organizzazioni sindacali si tratta di un comportamento inaccettabile, che marginalizza le rappresentanze dei lavoratori.
La Pierburg di Lanciano occupa attualmente circa 135 dipendenti impegnati nella produzione di componentistica per il settore automotive. Rheinmetall ha dichiarato che non saranno ridotti i livelli occupazionali, ma i sindacati chiedono garanzie formali e un accordo al tavolo ministeriale.
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