La vendemmia 2026 parte in anticipo anche in un contesto segnato dalle alte temperature estive. In Abruzzo, salvo alcune aree del Teramano colpite dalla grandine, lo stato sanitario delle uve viene indicato come positivo, mentre la Regione ha già approvato misure di contenimento delle rese produttive.
La decisione, adottata su proposta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, punta a favorire un riequilibrio tra domanda e offerta e a sostenere la crescita in valore delle produzioni regionali. Alla base del provvedimento ci sono anche le giacenze ancora presenti nelle cantine: al 31 maggio 2026 risultavano 1.084.336 ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo Doc e circa 240mila ettolitri di Pecorino, considerando tutte le tipologie, di cui oltre la metà riferita all’Igp Terre d’Abruzzo.
Il quadro si inserisce in una tendenza nazionale che vede diversi territori intervenire sulle rese per limitare l’accumulo di prodotto invenduto. Nel 2025 la produzione vinicola italiana è stata pari a 44,383 milioni di ettolitri, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, mentre a febbraio 2026 le giacenze erano aumentate del 7,5%.
L’obiettivo delle misure adottate in Abruzzo è quindi contenere la produzione in una fase caratterizzata da stock elevati e orientare maggiormente il comparto sulla qualità e sul valore delle denominazioni regionali.
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