Chieti è tra i 12 capoluoghi italiani che nel 2024 non raggiungono lo standard minimo di legge di 9 metri quadrati di verde urbano per abitante. È quanto emerge dal report Istat “Ambiente urbano 2024”, che analizza le condizioni ambientali e i servizi nei 109 Comuni capoluogo di provincia e di città metropolitana.
Il dato colloca Chieti insieme a Imperia, Savona, Foggia, Andria, Barletta, Trani, Bari, Crotone, Trapani, Messina e Siracusa. A livello nazionale la disponibilità media di verde urbano è invece pari a 33,7 metri quadrati per abitante, in crescita rispetto ai 32,1 del 2015. Complessivamente le aree verdi occupano oltre 590 chilometri quadrati, pari in media al 3% del territorio dei capoluoghi.
Tra il 2015 e il 2024 l’estensione delle aree verdi nei capoluoghi italiani è aumentata del 2,8%, mentre la disponibilità pro capite è cresciuta del 5%. Considerando anche le aree protette e quelle della Rete Natura 2000, la superficie complessiva raggiunge 3.840 chilometri quadrati, pari al 19,7% del territorio comunale.
Un’altra criticità riguarda l’ozono troposferico. Nel 2024 Chieti ha superato per più di 25 giorni l’obiettivo a lungo termine per la concentrazione di ozono, fissato a 120 microgrammi per metro cubo come massimo giornaliero della media mobile su otto ore. Il capoluogo abruzzese viene indicato dall’Istat tra le città del Centro e del Mezzogiorno che presentano valori superiori alla soglia considerata per la protezione della salute umana.
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