Forum Leader 2026, i Gal chiedono un ruolo centrale nella programmazione dei fondi europei: confronto all’Aquila sulle aree interne

 

Prima giornata del summit nazionale dei Gruppi di azione locale a Palazzo Spaventa. Federico: «I Gal vogliono e devono contare i più». Imprudente si impegna a portare le istanze nella Commissione Politica Agricola Nazionale. Al centro del dibattito anche il futuro delle risorse europee per l’agricoltura.

Il futuro dei Gruppi di azione locale (Gal), il ruolo delle aree interne nella programmazione europea e le prospettive dei finanziamenti destinati allo sviluppo rurale sono i temi al centro del Forum Leader 2026, aperto all’Aquila a Palazzo Spaventa. Il summit nazionale riunisce dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di oltre 80 dei circa 200 Gal attivi nel Paese. I lavori proseguiranno fino a venerdì 30 ottobre.

Ad aprire la prima giornata è stato Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli, che ha chiesto un maggiore riconoscimento del ruolo dei Gruppi di azione locale nella prossima programmazione dei fondi europei, con particolare riferimento all’iniziativa Leader.

«I Gal vogliono e devono contare i più, sono un modello snello ed efficace, che parte dal basso e che funziona. Rivendichiamo un ruolo centrale anche nella prossima programmazione dei fondi europei, preservando e anzi valorizzando l’asse che ci riguarda da vicino, quello Leader», ha dichiarato Federico.

Il presidente del Gal Gran Sasso Velino ha sottolineato anche la dimensione della rete nazionale e la sua rappresentatività territoriale. «I Gal sono una parte importante dell’Italia, sono circa 200 e alcuni di essi rappresentano i territori anche di cento comuni, oltre alle imprese che lì operano, che da noi si attendono iniziative concrete e davvero utili.

Questo momento di confronto a 360 gradi sulle buone pratiche e sulle criticità tra i Gal italiani, dall’estremo Nord alle isole, è fondamentale per migliorare ulteriormente l’efficacia della nostra azione sul territorio».

A raccogliere l’appello è stato Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, che ha riconosciuto ai Gal un ruolo nella crescita delle aree interne e ha annunciato la disponibilità a rappresentarne le istanze in sede nazionale.

 

«I Gal sono diventati un motore dello sviluppo delle aree interne e dovranno dunque avere voce in capitolo in vista della prossima programmazione dei fondi comunitari 2028-2034: sono pronto a portare le loro istanze nella Commissione Politica Agricola Nazionale», ha affermato Imprudente.

Il vicepresidente regionale ha richiamato l’attenzione anche sui cambiamenti attesi nella gestione delle risorse europee destinate all’agricoltura.

«I Gal sono percepiti oggi come strumenti importanti per andare incontro alle esigenze del mondo rurale, delle piccole aziende agricole e artigianali e dei comuni dell’entroterra. Li attende, però, una nuova sfida: la programmazione europea dei fondi per l’agricoltura è destinata a cambiare profondamente rispetto a quella attuale. Salteranno alcuni pilastri, si parla di fondo unico e si è aperta, a livello nazionale, la discussione su come sarà applicato e su come verrà gestito».

Il tema della futura programmazione europea è stato affrontato anche in relazione alla capacità dei territori di coordinare istituzioni, imprese e associazioni. Tra i relatori della prima sessione è intervenuto Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.

«La sfida di unire pubblico e privato in un disegno europeo per utilizzare le risorse messe a disposizione è la grande sfida di oggi e di domani – ha detto Bussone -. Gli enti locali devono lavorare insieme alle imprese e alle associazioni di categoria, promuovendo investimenti, sviluppo e servizi. Su questo i Gal hanno fatto molto. Occorre accompagnare questo processo, rafforzando anche il sistema degli enti locali, che purtroppo è ancora troppo fragile».

Per il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, intervenuto in rappresentanza del Comune, i Gruppi di azione locale possono contribuire a contrastare le difficoltà delle aree interne e a valorizzarne le opportunità.

«Oggi i Gal rappresentano un baluardo per quelle parti del Paese definite aree interne, che vivono una situazione di fragilità, ma anche di nuove opportunità. Ci sono corsi e ricorsi storici: le difficoltà della vita nelle metropoli, credo, possano favorire il ripopolamento dei piccoli paesi, individuando gli asset strategici su cui puntare. Anche L’Aquila è parte di questa sfida, essendo una città che comprende numerose frazioni montane», ha dichiarato Daniele.

Ai saluti istituzionali ha partecipato anche Antonio Di Bartolomeo, vicepresidente della Provincia dell’Aquila, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini e delegato dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Abruzzo.

«Per noi amministratori locali questa iniziativa sarà una preziosa occasione di confronto e di crescita, ma anche un’opportunità per stringere rapporti e avviare collaborazioni. Le aree interne devono unire le forze e far sentire la propria voce», ha affermato.

Il Forum, organizzato dal Gal Gran Sasso Velino nell’ambito delle attività legate a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, coinvolge partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali. La loro attività si realizza in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

La mattinata ha previsto tre laboratori tematici. Il primo, «Strategie e politiche per la montagna: Leader nel panorama nazionale ed europeo», ha coinvolto Marco Bussone, Franco Salvatori, presidente emerito della Società Geografica Italiana, Rino Talucci del Gal Abruzzo Italico-Alto Sangro e Raffaella Di Napoli della Rete PAC 2.

Il secondo appuntamento, «Le condizioni di attrattività della montagna», ha visto la partecipazione di Simone Bozzato, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Gianluca Macchi del Gal Valtellina, Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente regionale dell’Uncem, Rosaria Olevano della Rete nazionale Slow Food dei Castanicoltori e Susanna Gardiol del Gal Escartons e Valli Valdesi.

Il terzo laboratorio, «Turismo rurale: risorsa o illusione?», ha affrontato le prospettive del turismo nelle aree rurali con gli interventi di Pierluigi Magistri dell’Associazione dei Geografi Italiani (Agei), Antonio Nicoletti di Legambiente Italia e Carlo Ricci del Gal Majella Verde e Costa dei Trabocchi.

Nel programma della sessione pomeridiana figurano inoltre gli interventi del sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo e di Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle Politiche europee e internazionali del Masaf.

Il percorso del Forum era stato preceduto, nella giornata precedente, da un laboratorio che ha coinvolto circa 30 giovani professionisti e ricercatori provenienti da università e centri di ricerca. L’attività è stata dedicata al rafforzamento delle competenze (capacity building) e successivamente ad attività di analisi valutativa sul campo presso i Gal aderenti, committenti della ricerca

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Di Paolo Di Deo

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