Redazione Notizie D'Abruzzo

Abruzzo Open Day Summer, presentate le manifestazioni di supporto

Raccontare l'Abruzzo autentico in sette giorni dagli sport della montagna, dell'aria e del mare alle avventure nei parchi, dall'enogastronomia allo spettacolo. Dal 27 maggio al 4 giugno e' quello che succedera' con Abruzzo Open Day Summer, una festa dell'estate dove la terra d'Abruzzo si propone in tutta la sua bellezza a turisti di tutte le provenienze e di tutte le eta'. Un format con cui il comparto turistico dimostra la sua capacita' di fare sistema con quanti concorrono quotidianamente alle molteplici eccellenze. In questo periodo si potra' soggiornare in Abruzzo a costi contenuti, usufruendo di pacchetti promozionali consultabili su www.opendayabruzzo.it. "Smart&Sports" propone trekking, rafting, equitazione e un percorso cicloturistico nei borghi piu' belli del Parco Nazionale della Majella. Con "Smart&Sea" da segnalare le iniziative Mini Crociera Sunset, "Un giorno in barca a vela" e la Maratonina del Mare a Pescara.

"Smart&Cult" e' destinato a chi vuole vivere un viaggio nel tempo: archeologia e visite guidate nei borghi. Sul fronte spettacolo ed entertainment le proposte sono molteplici; dal concerto "Pigro" in onore di Ivan Graziani al festival dedicato al "Salterello", il ballo tipico abruzzese: in programma anche il gemellaggio dell'Orchestra Popolare del Saltarello con l'Orchestra della Notte della Taranta. In "Smart&Fantasy" i bambini sono protagonisti: avventure, sport, racconti, spettacoli, giochi, magie. Tra gli eventi una speciale edizione della "Cordesca" di Sulmona, la caratteristica giostra cavalleresca dei bambini e la nomina ufficiale dei piccoli cavalieri d'Abruzzo. Con "Smart&Good" l'enogastronomia abruzzese sara' protagonista: da Cantine Aperte a "Cala Lenta" con cene sugli spettacolari trabocchi. "Smart&Wild" si concentra sui quattro Parchi, su oasi e riserve che conservano innumerevoli specie faunistiche e floristiche. In evidenza la prima edizione di "Transumanze" dove il turista potra' essere "pastore per un giorno" e vivere in prima persona l'esperienza della transumanza.

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Mazzocca: in Abruzzo non serve l’inceneritore

"Uno strumento che promuove l'economia circolare e che conferma come in Abruzzo non serva l'inceneritore. Gli ultimi dati, d'altronde, confermano la progressiva riduzione dei rifiuti e l'incremento della raccolta differenziata". Cosi' il sottosegretario della Regione Abruzzo con delega all'Ambiente e all'Ecologia, Mario Mazzocca, a proposito del nuovo Piano regionale gestione rifiuti, oggi al centro di un incontro in Provincia. Dopo i quattro tavoli di concertazione che si sono gia' svolti, l'appuntamento odierno era dedicato ad associazioni e consorzi pubblici del territorio, per favorire un nuovo momento di approfondimento. Presenti, tra gli altri, Mazzocca ed il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Franco Gerardini. La prossima tappa e' entro il 23 maggio, quando ci sara' la scadenza dei termini per la pubblicazione del Piano ai fini delle osservazioni nell'ambito del procedimento della Valutazione ambientale strategica (Vas). "Non appena conclusa la procedura di Vas - sottolinea Mazzocca - verra' licenziata una delibera di Giunta per l'approvazione delle risultanze del procedimento e per ribadire che in Abruzzo non serve l'incenerimento, anche sulla scorta degli ultimi dati, che parlano di un miglioramento complessivo nella gestione dei rifiuti. Si tratta di un atto importante che cristallizza la situazione regionale. Un atto che potrebbe chiudere la partita inceneritore. C'e' pero' la necessita' di approvare il Piano in Consiglio regionale entro la fine dell'anno"

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Crollo hotel Rigopiano, il dirigente della Regione sara’ ascoltato il 28 maggio 

Il 28 maggio prossimo, su richiesta dei legali del Comune di Farindola, del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, sara' ascoltato Sabatino Belmaggio, dirigente del Servizio Prevenzione dei Rischi di Protezione Civile, alla presenza del pm Andrea Papalia, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara sul disastro dell'Hotel Rigopiano, che vede indagati Lacchetta e Colangeli, insieme al presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, al direttore dell'albergo Bruno Di Tommaso e ai due funzionari della Provincia Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, con le accuse di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e atti omissivi in materia di sicurezza del lavoro. "Abbiamo chiesto che fosse ascoltato gia' da molto tempo - rimarca l'avvocato di Lacchetta e Colangeli, Crisitana Valentini - e abbiamo moltissime domande da porgli". Quanto all'acquisizione di documenti avvenuta nella giornata di ieri presso l'Ufficio prevenzione rischi e Protezione civile della Regione Abruzzo, Valentini dice di non sapere "abbia a che vedere con il nostro esposto. Abbiamo presentato la denuncia a L'Aquila il 12 maggio scorso - conclude l'avvocato - ma gia' da diversi mesi, quando pero' non eravamo ancora in possesso degli ultimi documenti, avevamo fornito i nostri elaborati alla Procura di Pescara".

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I legali del sindaco di Farindola puntano il dito sulla carta valanghe

"Se la Regione Abruzzo, come previsto dalla legge 170 del marzo 2014, avesse realizzato la Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga (Clpv), oggi le 29 persone morte a Rigopiano sarebbero vive". Lo hanno detto i legali del Comune di Farindola, del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, questa mattina in conferenza stampa a Pescara, per illustrare le ragioni alla base della denuncia presentata presso la Procura dell'Aquila, nei confronti della Regione Abruzzo, per disastro valanghivo doloso, in riferimento alla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Il pool di avvocati ha fatto sapere che nel febbraio scorso ha proceduto all'acquisizione di un'ampia documentazione presso gli uffici della Regione. "Da quella documentazione e' emerso che nel 1992 la Regione Abruzzo, insieme ad altre sette regioni, in seguito alla sciagura del Pavillon, ideo' una splendida legge finalizzata a prevenire il rischio valanghe, che pero' e' rimasta a dormire per anni nei cassetti della Regione", spiega l'avvocato Cristiana Valentini, insieme alla presenza dei legali Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, e del team di esperti formato dal climatologo Massimiliano Fazzini, dall'ex responsabile di Meteomont Abruzzo Giorgio Morelli e dall'ingegnere specializzato in area montuose Marco Cordeschi, che hanno svolto perizie tecniche nell'ambito delle indagini difensive.

"Nel marzo del 2014, improvvisamente - aggiunge - la Regione decide di dare attuazione a quella legge, emanando la legge 170, dando contestualmente l'ordine alla Protezione civile di redarre la Clpv, essenziale per applicare la norma. Quella legge prevedeva l'obbligo per la Regione di redarre la Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga, prevedeva che a realizzarla fosse la Protezione civile e prevedeva che la Carta fosse approvata dalla Giunta regionale e inviata ai comuni - continua Valentini -. A partire da quel momento, la legge avrebbe imposto vincoli edilizi e ordini di sgombero per tutte le strutture situate in aree valanghive e dunque non ci sarebbe stato il disastro dell'Hotel Rigopiano". 

La Clpv non e' mai stata realizzata. "Cinque giorni dopo il disastro la Regione ha annunciato che nel 2014 si era dotata del catasto comprendente la Carta storica delle valanghe - rimarcato l'avvocato - ma quella carta, come e' giustamente specificato sul sito della Regione, non consente di prevedere alcuna valanga". Al contrario, dallo studio realizzato dall'ingegner Cordeschi, sul modello della Clpv, compiuto attraverso rilievi sul posto e l'esame di immagini satellitari anteriori al disastro, emerge chiaramente che l'Hotel Rigopiano si trovava in una zona a rischio valanga. "Questa prova non e' scientificamente confutabile - sottolinea Valentini -. Se dal 1992 la Regione ha evidenziato trascuratezza, dal 2014 il suo comportamento diventa doloso".

"Nel delineare la condotta dolosa della Regione Abruzzo, abbiamo applicato gli stessi criteri che sono stati utilizzati nell'ambito di un precedente autorevole, quale il caso della Thyssenkrupp di Torino". Cosi' i legali del Comune di Farindola, del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, questa mattina in conferenza stampa a Pescara, per illustrare le ragioni alla base della denuncia presentata presso la Procura dell'Aquila, nei confronti della Regione Abruzzo, per disastro valanghivo doloso, in riferimento alla tragedia dell'Hotel Rigopiano. "Ora spettera' alla Procura compiere i necessari approfondimenti sulle responsabilita' personali e per capire come mai sia stato disatteso l'ordine della Regione, impartito alla Protezione civile, di realizzare la Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga (Clpv) - rimarca l'avvocato Cristiana Valentini, alla presenza dei legali Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, e del team di esperti formato dal climatologo Massimiliano Fazzini, dall'ex responsabile di Meteomont Abruzzo Giorgio Morelli e dall'ingegnere specializzato in area montuose Marco Cordeschi, che hanno svolto perizie tecniche nell'ambito delle indagini difensive -. In tal senso abbiamo chiesto il sequestro di tutte le e-mail che sono state inviate negli uffici regionali dal marzo del 2014 ad oggi". Valentini inoltre spiega come mai la denuncia sia stata presentata presso la Procura dell'Aquila: "Riteniamo che le condotte piu' gravi, da parte della Regione, si siano svolte in quel territorio".

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L’Aquila, incontro su ‘la carta di Pescara’

La "Carta di Pescara" come fattore di sviluppo sostenibile del sistema economico e produttivo regionale sara' al centro di un seminario organizzato da Confindustria Abruzzo, Confindustria L'Aquila, Confindustria Teramo e Regione Abruzzo mercoledi' 17 maggio (ore 15), nella sede di Confindustria L'Aquila in Localita' Campo di Pile, zona industriale. Il seminario "Carta di Pescara: perche' conviene aderire. I vantaggi di un economia sostenibile" e' il primo di una serie di eventi previsti dall'iniziativa congiunta di Confindustria e Regione Abruzzo, e' gratuito e aperto a professionisti, imprese, enti, istituzioni e cittadini. Partecipano, tra gli altri, il direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis, il direttore Dipartimento Lavoro e Sviluppo Economico della Regione Tommaso Di Rino, il direttore generale Agenzia regionale Attivita' Produttive (Arap) Antonio Sutti, il direttore generale Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli, il dirigente del Servizio Genio Civile Teramo Giancarlo Misantoni.

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Migranti, verde pubblico e decoro urbano, Sindaco e assessori incontrano i cittadini al parco Orione

«Abbiamo incontrato i cittadini, ascoltato le loro preoccupazioni, raccolto le segnalazioni e dato loro risposte concrete». A parlare è il sindaco Francesco Maragno che ieri, insieme agli assessori, ha incontrato all’interno del parco Orione alcuni residenti del quartiere. Diversi i temi affrontati durante la riunione, a cominciare da quello dell’accoglienza dei migranti.

«Il tema dell’accoglienza è un argomento molto delicato  - dichiara il sindaco -  che, ritengo, vada affrontato con senso di responsabilità, coinvolgendo la cittadinanza. L’incontro di ieri, particolarmente apprezzato dai residenti del quartiere, è stata l’occasione per illustrare questa progettualità, chiarire diversi punti, a cominciare da quelli relativi al Centro Sportivo Trisi che non accoglierà migranti,  facendo comprendere gli innumerevoli vantaggi che l’attivazione dello SPRAR, il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati, porterà su tutto il territorio comunale, rispetto invece alla tipologia di accoglienza dei Cas, che fino ad oggi è stata seguita a Montesilvano. La scelta fatta dall’Amministrazione comunale credo sia stata lungimirante, anche alla luce dei fatti di questi giorni che, a livello nazionale, stanno gettando un’ombra lunga sulla gestione dei migranti. La Sprar consentirebbe di avere, da un punto di vista della gestione finanziaria, una rigorosa rendicontazione che imporrebbe a tutti gli attori che co-gestiranno con l’Amministrazione, lo Sprar di dimostrare come hanno effettivamente impiegato il denaro pubblico. Attualmente i Cas, invece, ricevono finanziamenti in funzione del numero di migranti che sono in grado di ospitare nella loro struttura: più migranti ospitano, maggiore è il denaro pubblico che viene loro riversato senza obbligo di rendicontazione». La progettualità SPRAR, la cui spesa è interamente a carico dello Stato e non del Comune, ridurrà il numero dei migranti a 161, dagli oltre 300 presenti sul territorio. Con lo SPRAR verrà tutelata la vocazione turistica della città, escludendo alberghi, hotel, strutture ricettive e zone spiccatamente commerciali come possibili sedi per l’accoglienza.  Il frazionamento di tale numero in diverse zone della città, impedirà concentrazioni di profughi in un’unica area. E poi ancora, lo SPRAR implica non solo l’individuazione di sedi dove far dormire i profughi, ma prevede attività volte all’integrazione socio-lavorativa e abitativa, con attività e servizi di accoglienza, ma anche di orientamento, accompagnamento legale e mediazione interculturale tutti servizi suddivisi in lotti funzionali, con un’attenzione maggiore alla qualità di gestione, che verranno realizzati da Comune, Azienda Speciale e dall'Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e Cooperativa Sociale Ausiliatrice. Ciò significa che i migranti verranno impegnati, gratuitamente, in lavori socialmente utili per la collettività. La permanenza di ciascun migrante all’interno del progetto sarà subordinata al comportamento del migrante stesso.

Durante l’incontro i cittadini presenti hanno anche effettuato alcune segnalazioni sul verde pubblico. «I cittadini -  dichiara ancora il sindaco -  ci hanno mostrato alcuni punti lungo via San Pio da Pietrelcina, che necessitano, a differenza del parco già oggetto degli interventi di manutenzione dalla ditta incaricata, di lavori di pulizia. Già questa mattina abbiamo dato disposizioni per intervenire proprio su quei luoghi. Abbiamo constatato insieme ai cittadini, tuttavia, la presenza di sacchi pieni di rifiuti, abbandonati incivilmente, che verranno immediatamente raccolti dalla ditta. Sono episodi incresciosi che mettono in evidenza quanto sia importante il rispetto dei cittadini stessi per vivere in un ambiente curato ed accogliente». Altra segnalazione, sulla quale gli uffici sono già al lavoro, riguarda la necessità di installare alcuni punti luce su due piazzole di via San Pio da Pietrelcina.  «Quello di ieri – conclude il sindaco -   è stato un incontro molto positivo, dai quali i cittadini sono andati via particolarmente soddisfatti»

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L’Aquila, Biondi: Ricostruzione scuole, pronto emendamento

                                               Pronto emendamento per velocizzare ricostruzione delle scuole

Biondi“Provvedimento sostenuto dal centrodestra e condiviso con Ance”

 “All'Aquila serve un piano straordinario per le scuole e la ricostruzione pubblica deve concentrarsi soprattutto sull'obiettivo di restituire sicurezza alle famiglie, per questo lunedì scorso sono stato personalmente a Roma per incontrare alcuni esponenti politici del centrodestra e invitarli a sostenere l'emendamento predisposto dall'Associazione provinciale costruttori edili che riguarda l'argomento".

A dichiararlo è il candidato sindaco per L'Aquila, Pierluigi Biondi, che interviene sull'impasse dei lavori sulle scuole aquilane, da otto anni al palo, con un provvedimento che ha ottenuto già un ampio consenso tra i parlamentari nazionali e abruzzesi del centrodestra.

“Considerata l'impasse dell'amministrazione comunale dell'Aquila nella predisposizione delle gare d'appalto per la riparazione o la ricostruzione delle scuole, la nostra proposta sarà quella di individuare un soggetto terzo come attuatore degli interventi: sia esso l'Ufficio speciale oppure una task force ad hoc che si occupi solo di questo – spiega Biondi - Sarebbe una mossa strategica per accelerare i processi di ricostruzione pubblica e il ripristino di servizi essenziali per la comunità”.

"L'emendamento prevede un passaggio fondamentale per accelerare i lavori: la deroga al codice degli appalti, con la possibilità di ricorrere all'appalto integrato con invito a cinque operatori, una procedura già in uso nel cratere del Centro Italia e validata dall'Autorità nazionale anticorruzione e senza alcun onere aggiuntivo per le finanze pubbliche", sottolinea il candidato del centrodestra.

"La differenza della nostra proposta politica è tutta qui – conclude Biondi – c'è chi si lamenta di quello che non va, ma omette di dirlo che è per proprie colpe, e chi, come noi, avanza proposte concrete, attuabili, di buon senso. Questa sulle scuole è solo una parte, importantissima, della nostra 'Agenda per una città accogliente' con la quale vogliamo trasformare in meglio L'Aquila”.
 
 

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A Goffredo Palmerini il premio internazionale di giornalismo Gaetano Scardocchia 2017

L’aquilano Goffredo Palmerini è il vincitore del Premio internazionale di giornalismo “Gaetano Scardocchia” riservato alla Stampa italiana all’estero, edizione 2017. Questa la decisione assunta all’unanimità dalla Giuria presieduta dal prof. Giuseppe Di Claudio, che lo ha scelto tra i giornalisti che comunicano l’Italia nel mondo attraverso le agenzie internazionali e i quotidiani, giornali on line, riviste e periodici pubblicati all’estero. A lui andrà l’artistica targa di bronzo realizzata dalla millenaria fonderia Marinelli di Agnone, in Molise, famosa nel mondo per le sue campane. Il Premio vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica ed ha il patrocinio del Senato, della Camera dei Deputati, della Regione Piemonte e del Comune di Ostana. “E' per me un grande onore ricevere un riconoscimento internazionale intitolato ad un gigante del giornalismo, come Gaetano Scardocchia, per l’attività che conduco sulla stampa italiana all'estero. Uno stimolo a fare meglio e di più nel comunicare la più bella Italia con le sue straordinarie meraviglie e singolarità, e tra esse L'Aquila e l'Abruzzo. Grazie di cuore a tutti!” Così Palmerini ha risposto con un post su Facebook alle centinaia di messaggi di congratulazioni arrivatigli da tutto il mondo.

 

Il giornalista e scrittore abruzzese sarà ad Ostana dal 19 al 21 maggio per le manifestazioni del Premio “Gaetano Scardocchia”, alla sua terza edizione. Le prime due si sono tenute nel 2009 a Madrid e nel 2011 a Berlino. La scelta di Ostana, piccolo Comune di 85 abitanti in provincia di Cuneo e sotto il Monviso, riconosciuto nel Club dei Borghi più belli d’Italia, è dovuta dal fatto che l’ONU ha dichiarato il 2017 Anno internazionale del Turismo sostenibile per lo Sviluppo. Nell’ambito degli eventi del Premio è infatti programmato un Convegno proprio sul tema. Ne saranno relatori Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana, Tobias Luthe, docente di Scienze della Sostenibilità all’Università di Coira (Svizzera), Giuseppe Di Claudio, presidente del Centro Studi Terra Molisana, e Goffredo Palmerini.

Inviato e corrispondente dall’estero di grandi quotidiani, come il Giorno, Corriere della Sera, la Repubblica e La Stampa, di cui fu direttore dal 1986 al 1990, - ha scritto Giuseppe Di Claudio, presidente del Premio - Gaetano Scardocchia sarà protagonista ideale d’un evento in sua memoria che si svolgerà nel Centro Culturale ‘Lou Pourtoun’ di Ostana, storico contesto per manifestazioni di grande rilievo culturale. Partito dal piccolo Molise, Gaetano Scardocchia (Campobasso, 1937 – New York, 1993) riuscì a conquistare le vette della stampa internazionale, meritandosi stima, prestigio e riconoscimenti. Un giornalista di classe e di raro talento, un Molisano per le vie del mondo come amava definirsi”. Vittorio Zucconi così da New York scrisse su Repubblica, all’indomani della prematura morte di Scardocchia:

[...] Gaetano non è dovuto morire per scoprire che era il migliore di noi. Scardocchia aveva cominciato il mestiere trent'anni or sono, come giornalista d'agenzia. Era poi stato corrispondente estero in Austria e in Germania, per il Giorno [...]. Non c'era stato grande giornale italiano, dopo il Giorno, che non lo avesse voluto contare tra le sue firme: il Corriere, come capo della sua redazione politica a Roma poi come corrispondente a Pechino; Repubblica, che lo aveva avuto come corrispondente da New York. La Stampa ne aveva fatto addirittura il suo direttore, nel 1986 e, alla fine del suo mandato, gli aveva chiesto di essere il suo osservatore di politica estera e di società americana nella sede di maggior prestigio, New York. Non c'era nulla che questo molisano straordinario non sapesse fare benissimo. Non c'è nulla che non abbia fatto benissimo, e sempre con il patema d'animo di non riuscire ad essere all'altezza della misura che lui stesso si imponeva. In quest'epoca di giornalismo vanaglorioso e cialtrone, di schiaffi e di parolacce in televisione, Gaetano Scardocchia era l'eccezione. Era la testimonianza che si può essere grandi, importanti, rispettati anche senza distribuire spazzatura, anche senza avere amici politici, santi protettori, sponsor che tirano la volata. Per questo, ieri pomeriggio su un marciapiede di Manhattan non si è afflosciato soltanto un uomo, che già sarebbe una perdita terribile come per ogni uomo che muore, ma una persona onesta. Un giornalista onesto. Uno di quelli che ti rendono orgoglioso, per una volta, di essere insieme a un italiano e a un giornalista.”

Goffredo Palmerini, vincitore del Premio “Gaetano Scardocchia” 2017, è nato a L’Aquila nel 1948. Per quasi trent’anni è stato amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, più volte assessore e vice sindaco. Lasciata la politica attiva nel 2007, ha iniziato un’intensa attività giornalistica su agenzie internazionali e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono pubblicati su numerose testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. Ha pubblicato i volumi Oltre confine (2007), Abruzzo Gran Riserva (2008) L’Aquila nel mondo (2010), L’altra Italia (2012), L’Italia dei sogni (2014), Le radici e le ali (2016), L’Italia nel cuore (2017) ora in corso di pubblicazione. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per la sua attività giornalistica e culturale. Studioso di migrazioni, è componente del Comitato scientifico del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (ed. SER e Fondazione Migrantes, 2014), per la quale opera è anche uno degli autori. Esponente di diversi enti ed organismi nazionali che operano nel campo dell’emigrazione, è tra i più operosi ambasciatori dell’Abruzzo nel mondo.

 

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L’Aquila: esibizione dei solisti aquilani in ospedale

 

Iniziativa alla quinta edizione, nel solco del processo di umanizzazione della sanità, da tempo avviato dalla Asl.

IN AZIONE UN TRIO ALLE ORE 11 NEL REPARTO DIALISI E, A SEGUIRE, UN NUTRITO GRUPPO DI ALLIEVI DELLA SCUOLA MEDIA A INDIRIZZO MUSICALE NEI POLIAMBULATORI.

Repertorio che spazierà tra generi ed epoche diverse: anche Bach, Beethoven e Mozart.

La parola ‘sanità’ avrà domani, mercoledì 17 maggio, un ‘suono’ decisamente diverso in ospedale: note di Beethoven durante la dialisi e sonorità (anche) di Mozart nei pressi dei poliambulatori. Dalle ore 11, al San Salvatore, l’atmosfera ospedaliera si dipanerà secondo uno ‘spartito’ diverso grazie all’esibizione dell’associazione dei Solisti Aquilani che diffonderanno, in alcuni punti del presidio, risonanze virtuose di violino e pianoforte. Le note cominceranno a diffondersi, in contemporanea, all’interno del reparto dialisi e nei poliambulatori (area diabetologica) mentre, a partire da mezzogiorno, si udiranno anche nell’area esterna delle sale operatorie. Un paio d’ore in cui l’ambiente sanitario avrà maggiore ‘leggerezza’ e vibrazioni emotive, nel solco di un’esperienza che è giunta ormai al quinto anno e che si iscrive nel capitolo della cosiddetta umanizzazione della sanità, promosso e sostenuto dalla direzione sanitaria del presidio. Al reparto dialisi, alle 11.00, si esibirà il trio dei solisti aquilani composto da: Federico Cardilli (violino), Margherita Di Giovanni (viola) e Giulio Ferretti (violoncello). Verranno eseguite musiche di Schubert, Beethoven e Klein. Simultaneamente, come detto, entreranno in azione gli allievi della scuola media ‘D. Alighieri’ a indirizzo musicale che porteranno le loro note nell’area diabetologica dei poliambulatori e, successivamente, alle ore 12.00, all’area esterna delle sale operatorie dell’ospedale. Gli allievi della Media a indirizzo musicale che si esibiranno domani sono: Fiorella Di Nino, Carlotta Amorosi, Sara Panepucci, Michele Di Loreto, Giulia Cardarelli, Laura Badia Cristina Petrocco, Giulia Mariani, Beatrice Del Vecchio, Enzo Benchea, Martina Di Nardo, Arlette Milena Custode, Francesco Spera, Laura Sescu, Martini Melizza, Leonardo Giannangeli, Irene D’Angelo, Simone Del Vecchio, Debora Bakaj, Riccardo Battaglia, Marco Coccciolone, Sara Colaianni, Nicole Trombetta, Sveva De Luca, Ludovica Leone, Davide Paolucci ed Elena Cantalini.

Le esecuzioni porteranno ariette, preludi e valzer tra camici bianchi, pazienti e utenti, spaziando tra generi ed epoche diverse per dar vita a un repertorio assolutamente godibile. Verranno proposti, tra gli altri, brani di Bach, Mozart, Vinciguerra, Molin e Barrat. L’idea di associare la musica all’ambiente ospedaliero è ormai consolidata e si è rilevata felice tanto che, ormai da 5 anni, riscuote un ampio gradimento da parte degli utenti, in alcuni casi entusiasti. Un fatto che rientra nel processo di umanizzazione della sanità, da tempo avviato dalla Asl e declinato di volta in volta in modo diverso, nell’ottica di una migliore qualità di vita del paziente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Università d’Annunzio, assolto dg Del Vecchio dall’accusa di violazione della privacy

Il direttore generale dell'universita' 'D'Annunzio' di Chieti-Pescara, Filippo Del Vecchio, e' stato assolto perche' il fatto non costituisce reato dalle accuse di violazione della privacy e diffamazione, reati per i quali l'accusa aveva chiesto rispettivamente un anno di e tre mesi di reclusione. Il processo si e' tenuto oggi pomeriggio dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Chieti Andrea Di Berardino il quale all'inizio dell'udienza ha revocato l'ammissione delle prove testimoniali ritenendole superflue alla luce "dell'ampio ed esaustivo compendio documentale prodotto dalle parti". La vicenda da cui ha preso le mosse il processo a carico di Del Vecchio, che attualmente e' interdetto dai pubblici uffici nell'ambito di un'indagine per abuso d'ufficio unitamente all'ex rettore Carmine Di Ilio, e' relativa alla diffusione a mezzo e mail inviate tutto il personale dell'universita', da parte dello stesso Del Vecchio, del documento denominato analisi utilizzo fondo accessorio 2001-2013. Il documento, pubblicato anche sul sito istituzionale della d'Annunzio, conteneva i nomi di oltre un centinaio di dipendenti e delle somme accessorie ricevute da ognuno di loro: secondo il direttore generale si tratta di benefici, elargiti sotto la precedente gestione amministrativa dell'ateneo, non previsti ne' da leggi ne' da contratti. Secondo l'accusa la condotta di Del Vecchio oltre a violare la privacy avrebbe offeso la reputazione dei dipendenti. E 53 di questi si sono costituiti parte civile. Oggi l'unico ad essere sentito in aula, nella veste di imputato e' stato lo stesso Del Vecchio il quale, difeso dall'avvocato Stefano Rossi, ha ricostruito le diverse criticita' riscontrate quando si insedio' al vertice amministrativo dell'ateneo, nel 2012. E fra queste l'erogazione in un decennio precedente di 8 milioni di euro a titolo di trattamento accessorio al di fuori della costituzione di un qualsiasi fondo Del Vecchio ha tra l'altro evidenziato che un'ispezione condotta dal Mef gia' nel 2003 rilevo' l'assenza del Fondo di trattamento accessorio, ''trattamento che - ha detto il Dg in aula - veniva pagato dall'ateneo sulla base di consuetudini, in violazione del testo unico sul pubblico impiego''. Del Vecchio ha anche sottolineato che quando arrivo' alla D'Annunzio il sito sulla trasparenza non esisteva e che venne realizzato acquistando uno specifico software. Uno dei legali di parte civile, l'avv. Silvio Rustignoli, ha annunciato ricorso in appello. Nessun commento da parte di Del Vecchio.

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