Nella settimana della giornata internazionale della donna si è voluto ricordare una donna straordinaria, Filomena Delli Castelli, attraverso la testimonianza dell’amica intima Bruna Romano.
Nel pomeriggio del 12 marzo, presso la scuola media Luigi Antonelli, alla presenza della Dirigente Scolastica, dei docenti della scuola, dei genitori e degli alunni, protagonisti dell’evento, la Romano ha parlato degli anni della Costituente, della Resistenza e dei diritti delle donne, attraverso la figura di alto spessore che è stata Filomena Delli Castelli.
Bruna Romano, scrittrice e poeta, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra i quali quello di “Cavaliere al merito” da parte del Presidente della Repubblica. Impegnata nel sociale essendo una delle “Dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme”, la Romano è anche molto apprezzata per aver contribuito alla crescita sportiva della tifoseria locale, avendo presieduto il centro Coordinamento dei Club Biancoazzurri.
Gli alunni della scuola l’hanno intervistata soprattutto in quanto amica dell’onorevole Filomena Delli Castelli che tutti ricordano essere una delle 21 donne Costituenti, deputata, sindaca di Montesilvano e della quale ricorre l’anniversario della nascita, essendo nata nel 1916, a Città Sant’Angelo. La Romano ha raccolto i ricordi dell’Onorevole nel memoriale Sulla strada del mio ultimo cammino in cui attraverso ricordi personali, riflessioni politiche e testimonianze storiche, emerge la figura di “Memena” come donna di grande forza morale e civile. Delli Castelli cresciuta in una famiglia modesta e formata all’Università Cattolica di Milano, iniziò una significativa carriera politica nella Democrazia Cristiana. Nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, dove contribuì alla costruzione della Costituzione italiana, impegnandosi in particolare per la tutela della famiglia, della maternità e dei diritti delle donne.
Esempio morale di vera politica, come si percepisce anche da alcuni passaggi del memoriale: “𝐶ℎ𝑖𝑒𝑑𝑜 𝑠𝑐𝑢𝑠𝑎 𝑠𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 ℎ𝑜 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑎𝑟𝑒, 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑞𝑢𝑖𝑙𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎, 𝑙’𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑣𝑜𝑙𝑒𝑟 𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒. 𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑖𝑜 𝑎𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑏𝑜𝑟𝑖𝑜𝑠𝑎 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑎𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑖𝑡𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑎 𝑚𝑖𝑜 𝑣𝑎𝑛𝑡𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜. 𝐼𝑛𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑚𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑎𝑐𝑖𝑢𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑝𝑝𝑎𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑑𝑑𝑖𝑠𝑓𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑖 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝐷𝑎𝑙 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑚𝑖𝑜, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑢𝑑𝑎𝑐𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑎𝑠𝑐𝑎 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜”.
(Filomena Delli Castelli, da 𝑆𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎 d𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜, Filomena Delli Castelli Bruna Romano Fattori)
Il dialogo con Bruna Romano è stato un viaggio attraverso la storia di quell’Italia che lottava in nome della giustizia e dei valori etici.
Bruna col suo piglio ironico e leggero, è scesa in profondità e ha raccontato, con la forza di chi confida nel bene comune, le radici della nostra repubblica, ha attraversato la vita di Filomena Delli Castelli, restituendoci quell’ impegno civile autentico intriso di rigore morale.
Filomena, detta Memena, è morta povera, rifiutando il vitalizio e credendo fino alla fine nel cosiddetto “ABC”, Al Bene Comune.
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