Anche la Squadra mobile di Teramo ha partecipato all’operazione coordinata dalla Questura di Forlì-Cesena che ha portato all’arresto di nove persone, sei italiane e tre cinesi, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema organizzato di sfruttamento della prostituzione. Altre cinque persone risultano coinvolte nelle indagini. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e riciclaggio.
L’indagine, durata dieci mesi e avviata nel settembre 2025 dopo alcune segnalazioni dei residenti, ha coinvolto le Squadre mobili di Teramo, Modena, Ravenna, Salerno e Bologna, oltre ai commissariati di Faenza e Lugo. Secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione gestiva sette appartamenti tra Forlì, Faenza, Cesena e Ferrara, nei quali venivano sfruttate donne cinesi di età compresa tra 20 e 40 anni. Gli indagati avrebbero organizzato gli appuntamenti attraverso annunci online, controllando le attività e la riscossione del denaro.
Gli investigatori hanno stimato circa 25 clienti al giorno per ciascun appartamento, con pagamenti compresi tra 50 e 100 euro e un giro d’affari di decine di migliaia di euro a settimana. Secondo l’ipotesi accusatoria, i proventi venivano trasferiti in Cina attraverso un sistema di pagamenti elettronici internazionali, con il coinvolgimento di un intermediario residente a Bologna che avrebbe trattenuto una commissione del 2 per cento.
L’operazione ha portato al sequestro di 130mila euro e al blocco di conti correnti per oltre 100mila euro. Durante le perquisizioni sono stati inoltre trovati circa 30mila euro in contanti. Le accuse restano soggette agli accertamenti dell’autorità giudiziaria.
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