L’allarme della Cgil: 471 infortuni covid solo a novembre. I più a rischio i sanitari.

L’infortunio sul lavoro può avere varie cause e contrarre il Covid è tra queste. Carmine Ranieri, Segretario Generale CGIL Abruzzo Molise, insieme a Mirco D’Ignazio, coordinatore INCA CGIL Abruzzo Molise, rendono note che le malattie INPS a causa del Covid contratto sul lavoro sono in aumento, registrando un totale di 1491 casi, 634 delle quali solo a novembre. I casi aumentavano già prima del mese scorso: a ottobre infatti la percentuale era in crescita “con un 34% rispetto ai mesi precedenti, ma che ha fatto rilevare un’impennata nell’ultimo mese con i casi più che raddoppiati”.
La stima per provincie vede “Chieti con 417 infortuni Covid, seguita da Pescara con 408, Teramo con 379 e L’Aquila con 287”, ma per il capoluogo di regione i danni sono solo apparentemente bassi, visto che “proprio a L’Aquila si è registrato il maggior aumento di percentuale: con 198 casi solo a novembre, l’aumento è stato del 222%”.
La casistica dei decessi a seguito di infortuni Covid “rimane stabile a 12”, contando 8 morti a Pescara, 2 a Chieti, 2 a Teramo e senza nessun caso L’Aquila.
Il settore più a rischio risulta essere quello sanitario, dal quale arrivano “3 denunce su 4”. Seguono il settore terziario e dei servizi con “il 9,9% degli infortuni”, il settore tecnico e scientifico con “il 3,8%” e il settore manifatturiero con “l’1,6%”.
Le donne sono le più colpite “sebbene l’occupazione femminile sia inferiore a quella maschile” contano “il 66,5%” delle denunce per infortunio Covid.
Dietro queste statistiche si nascondono molte mancanze, infatti le lavoratrici e i lavoratori che hanno contratto il Covid sul luogo di lavoro “non hanno attivato la pratica INAIL, ma si sono limitati a comunicare la “semplice” malattia INPS, precludendosi il diritto ad avere il giusto risarcimento qualora, malauguratamente, il Covid dovesse lasciare i postumi”.
Il sindacato ribadisce la disponibilità a lavoratrici e lavoratori delle “strutture CGIL, a partire dal patronato INCA”, “sia per per le azioni di riconoscimento dei propri diritti individuali, sia per le precauzioni delle aziende “partendo da una corretta e proficua contrattazione sindacale” volta a diminuire il rischio di contagio.

di R. Matteo D’Angelo

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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