Meritocrazia Italia: integrazione parta soprattutto dal valorizzare le competenze

“Tra le questioni più a lungo trascurate (ma pure a priorità d’attenzione) che l’emergenza sanitaria ha riportato all’evidenza, vi è la precaria situazione lavorativa nella quale versano centinaia di medici extracomunitari residenti in Italia.  È sempre fatto di integrazione e valorizzazione delle risorse a disposizione”. Lo afferma  il Presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello

“Per vero, il problema ha respiro più ampio e riguarda lo svolgimento di tutte le professioni per le quali è necessario conseguire un’abilitazione o che necessitano di un titolo di studio avanzato.  Da sempre Meritocrazia Italia richiama l’importanza di restituire centralità alle competenze e favorire la loro migliore distribuzione nei settori strategici, per la crescita economica e sociale del Paese. In questa direzione, è fondamentale eliminare tutti gli ostacoli alla massima inclusione lavorativa, senza preclusioni di carattere dogmatico e culturale ed evitando irragionevoli e ingiustificate discriminazioni. Per questo, Meritocrazia reputa essenziale che venga consentito l’accesso alle posizioni lavorative anche ai professionisti provenienti da Paesi estranei all’Unione europea e in possesso di titolo di laurea o di titolo abilitativo conseguiti all’estero. Attese le differenze, a volte marcate, tra i percorsi formativi o abilitativi, tuttavia, occorre garantire che sia rispettata l’equivalenza con gli standard minimi previsti dai corsi e dalle prove d’esame previsti nel corrispondente sistema italiano. Utile sarebbe anche la predisposizione di sistemi integrativi per l’equiparazione del titolo ove i percorsi seguiti non siano rispondenti ai parametri qualitativi richiesti. Per altro verso, coerente con la vocazione verso i meccanismi di inclusione lavorativa e l’apertura alla condivisione delle esperienze è la rimozione del presupposto della cittadinanza italiana quale requisito d’accesso ai pubblici concorsi (anche e non soltanto) in ambito sanitario. Il Paese ha bisogno, oggi ancor più che in passato di contare sulle energie di lavoratori preparati e motivati, senza discriminazioni legate a origini etniche o geografiche. Ciò considerato, Meritocrazia Italia sollecita una seria e profonda riflessione da parte del Governo anche sulle modalità di acquisizione della cittadinanza italiana, favorendo, sin da subito, processi di accoglienza nei confronti di chiunque abbia il desiderio operoso di integrazione, presti il proprio servizio lavorativo in Italia e così contribuisca anche al benessere collettivo”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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