Cronaca

Escursionista irlandese cade sul Gran Sasso, è grave

Mentre saliva con alcuni amici, una escursionista di 26 anni irlandese e' improvvisamente scivolata ed e' caduta per un centinaio di metri tra le balze rocciose, restando gravemente infortunata. L'incidente e' avvenuto a Sella di Monte Aquila (quota 2.400 metri) una cima del Gran Sasso d'Italia, tra Campo Imperatore e Corno Grande. I compagni hanno allertato il 118, avvertendo subito della gravita' dell'incidente. L'elicottero ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino per aiutare l'equipaggio nella veloce individuazione del punto e in supporto alle operazioni. Dopo le prime cure del caso, l'escursionista irlandese e' stata imbarcata sul velivolo e trasferita all'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila, dove e' ricoverata in prognosi riservata

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Branco di cinghiali tra le case a Montesilvano, aggredito un cane

Stava tornando a casa a piedi con la nipotina di dieci mesi, dopo aver accompagnato la vicina, quando un branco di cinghiali ha aggredito la sua cagnetta, ferendola in modo grave. L'episodio e' avvenuto a Montesilvano. La donna, del posto, ha segnalato l'accaduto a Prefettura, Comune e Carabinieri Forestali. Quando e' avvenuto, la donna aveva accompagnato la vicina, a pochi passi dalla sua abitazione, e stava tornando verso casa, in una zona collinare della citta'. La cagnetta, si legge nella lettera inoltrata via Pec, "e' andata in un terreno confinante con il mio per fare i suoi bisogni ed e' stata attaccata e 'caricata' da un branco di cinghiali". "Almeno sei", secondo la donna, gli esemplari, che "si sono allontanati solo grazie alle mie urla e al pianto della mia nipotina". Immediatamente sono stati allertati i numeri di emergenza, oltre al veterinario. Gravemente ferito, il cane ha gia' subito un intervento chirurgico, cui ne dovranno seguire altri. Parlando di una "vera e propria emergenza, un problema di sicurezza e ordine pubblico", la donna sottolinea di essere spaventatissima, temendo di poter incontrare nuovamente i cinghiali: "Dopo il calare del sole - afferma - non riesco piu' a stare in giardino o ad uscire di casa, anche solo per gettare i rifiuti. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se, al posto del mio cane, mi fossi trovata io di fronte ai cinghiali o, ancora peggio, mia nipote o i bambini della zona"

 

immagine di repertorio

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Chieti ospiterà il 24/o Cammino nazionale di fraternita’ delle Confraternite d’Italia

Chieti ospitera' il 24 e 25 giugno prossimi il 24/o Cammino nazionale di fraternita' delle Confraternite d'Italia che portera' nel capoluogo teatino circa tremila persone in rappresentanza delle trentamila Confraternite italiane alle quali sono iscritti oltre un milione e mezzo di fedeli. Il tema del Cammino di quest'anno e' 'Societa' e famiglia - il ruolo e il contributo formativo della Confraternite'. L'evento, organizzato dall'Arciconfraternita del Sacro Monte dei morti di Chieti in collaborazione con le confraternite cittadine, rappresenta, come detto nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento tenuta dall'arcivescovo diChieti Basto, mons. Bruno Forte, "il momento piu' intenso ed importante delle attivita' della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia". Nella due giorni teatina il Cammino si sviluppera' fra appuntamenti culturali e religiosi: di particolare rilievo il 24 giugno nell'auditorium le Crocelle l'assemblea dei delegati al mattino e nel pomeriggio presso l'auditorium Supercinema il convegno sul tema 'Societa' e famiglia - il ruolo delle Confraternite' la cui prolusione e' affidata al vescovo Mauro Parmeggiani, di recente confermato dal consiglio permanente della Cei assistente ecclesiastico nazionale della Confederazione. Nell'occasione, alle Confraternite del Teramano e dell'Aquilano colpite al terremoto, verra' consegnato il contributo di solidarieta' della Confederazione. Il 25 giugno, invece, l'arcivescovo Forte celebrera' nell'anfiteatro La Civitella la santa messa a cui seguira' la processione che, attraversando il centro della citta', arrivera' in piazza San Giustino dove il testimone verra' consegnato al prossimo Cammino in programma a Milano nel 2018. Previste visite guidate ai musei, alle chiese e alla Chieti sotterranea. ''La chiesa accoglie questo evento come un momento bello ma anche come un privilegio - ha detto Forte - perche' scegliere Chieti come luogo di incontro della convocazione nazionale di tutte le Confraternite significa dare una notevole rilevanza a questa nostra citta', a questa nostra Diocesi, dove peraltro abbiamo una sessantina di confraternite molto attive. Io ho tenuto molto fin dall'inizio del mio ministero qui - ha aggiunto Forte - a dare una importanza alle Confraternite come scuola di catechesi permanente, soprattutto per i laici, per gli adulti e per i giovani che vogliono avvicinarsi ad un cammino di fede piu' serio e piu' impegnato sul piano sia dell'approfondimento spirituale sia dell'azione caritativa''.

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Vendita di auto ricettate, a Chieti sei condanne

Sei condanne - da tre a sei anni di reclusione - nel processo davanti al Tribunale di Chieti nei confronti dei componenti di una banda che per l'accusa avevano messo in piedi un'associazione per delinquere allo scopo di ricettare auto di grossa cilindrata e di ingente valore provenienti dalla Germania. I giudici hanno inflitto sei anni e 6.000 euro di multa a Zoran Baevski, un macedone di 50 anni ritenuto a capo dell'organizzatore, del quale e' stata ordinata l'espulsione; 5 anni di reclusione e 5.000 euro di multa sono stati inflitti a Gabriele Domenico Giammetta, 44 anni di San Severo; 4 anni e 4.000 euro di multa a Carmine Sapienza (49), originario di Napoli ma residente a Ortona; tre anni di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Claudio Sergio Caravaggio (60) di Lanciano, Tommaso Tascini (44) di Ortona e Alfredo Butelli (66) anni, di Otranto. Il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto le stesse pene per Baevski e Giammetta, 6 mesi in piu' Sapienza, un anno e 4 mesi di reclusione ciascuno per gli altri imputati. Era il macedone, secondo l'accusa, ad individuare in Germania le auto da acquistare ed a farle entrare in Italia per vederle avvalendosi di persone di sua stretta fiducia ovvero gli altri cinque imputati. Le auto, fra le quali Bmw, Volkaswagen Audi, Mercedes ma anche una Maserati, venivano acquistate attraverso contratti di finanziamento o di leasing il cui pagamento veniva interrotto dopo aver versato solo alcune rate. Nel frattempo pero' i veicoli finivano in Italia per essere, in alcuni casi previa immatricolazione, venduti o venivano tenuti pronti in vista della futura vendita. 

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Dottoressa uccisa nel parcheggio dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero

Una dottoressa di 53 anni, Ester Pasqualoni, e' stata accoltellata a morte da uno sconosciuto nel parcheggio dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero. La donna, una oncologa che aveva da poco finito il suo turno, e' stata trovata riversa a terra tra due auto da un altro dipendente dell'ospedale. La dottoressa, colpita alla gola e al petto, e' stata subito soccorsa dallo stesso dipendente, un medico, che pero' ha solo potuto constatare che la 53enne era gia' deceduta. L'assassino, stando ad alcune testimonianze, sarebbe fuggito a bordo di un'auto, probabilmente una Peugeot 205 di colore bianco. La donna, che lascia due figli minorenni, da quanto si e' appreso avrebbe denunciato di recente uno stalker che la stava perseguitando. Sul posto, oltre ai carabinieri della locale stazione, anche i carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica insieme con i colleghi del Reparto Operativo del Comando provinciale di Teramo. Alle ricerche dell'auto partecipa anche la polizia

L'omicidio e' avvenuto poco dopo le 16. Ester Pasqualoni, nata a Roseto degli Abruzzi, era responsabile del reparto di Oncologia. "E' un fatto straziante. Una persona che viveva e lavorava per salvare la vita degli altri, cosi' barbaramente trucidata in un parcheggio". Sono alcune parole della breve dichiarazione rilasciata ai giornalisti dal manager della Asl di Teramo, Roberto Fagnano, dopo l'omicidio dell'oncologa avvenuto questo pomeriggio nel parcheggio dell'ospedale di Sant'Omero. In merito alle voci, diffuse in queste ore, che a colpirla con un coltello sia stato uno stalker - ipotesi al vaglio dei Carabinieri - Fagnano ha detto: "Sembra ci sia un'ipotesi del genere, ma l'azienda sanitaria non sa nulla in proposito".

"E' morta tra le mie braccia. Una cosa assurda pensare che era Ester". Parla Piergiorgio Casaccia, il medico del pronto soccorso di Sant'Omero intervenuto per primo sulla dottoressa del suo stesso ospedale, Ester Pasqualoni, uccisa nel parcheggio della struttura, forse dall'uomo che sembra la perseguitasse. "Ero in servizio mi hanno avvisato e sono corso. Ho trovato questa persona a terra riversa in una pozza di sangue. Quando sono arrivato non aveva piu' polso. Ho cercato di capire se potevo fare qualcosa. Ma era chiaro che non c'era piu' nulla da fare", racconta Casaccia ai cronisti. "E' passato un altro collega. Abbiamo coperto il cadavere. Non l'avevo riconosciuta. Poi quando sono arrivati i Carabinieri, hanno visto i documenti e hanno chiesto se lavorava all'ospedale, a quel punto ho capito che era Ester. Intorno c'erano evidenti segni di colluttazione, c'erano due borse in terra, il cellulare. Una cosa assurda. Poi c'e' stata solo disperazione e pianto. Perche', chi, chi puo' volere del male a Ester?", si chiede il soccorritore. "Una persona stupenda che ha aiutato tutti i pazienti, anche di notte. C'e' sempre stata per tutti. Tra le mie mani ha fatto gli ultimi respiri. Una cosa assurda pensare che era Ester"

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22enne muore pugnalato in una rissa davanti al pub nel Teramano

Una discussione, molto probabilmente per futili motivi, si e' trasformata in tragedia ad Alba Adratica, in provincia di Teramo, dove ieri sera, intorno alle 23.30, un ragazzo rom di 22 anni, Manuel Spinelli, e' stato raggiunto da una coltellata al cuore sferrata da un ragazzo albanese di 24 anni. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri la vittima si trovava all'esterno di un pub - la Taverna Wolf, di Alba Adriatica - insieme ad alcuni amici, qui sarebbe scoppiata una violenta discussione con alcuni albanesi. E proprio un 24enne albanese, forse per difendersi, avrebbe tirato fuori un coltello colpendo Spinelli al cuore. Immediatamente soccorso il giovane e' stato trasferito all'ospedale di Giulianova dove e' morto poco dopo. L'aggressore e' stato fermato poco distante, ferito. Ora e' piantonato in ospedale anche se non e' stato ancora sottoposto a fermo.

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Servizi mensa e pulizia ospedale, protestano i dipendenti

Sit-in di protesta questa mattina davanti al Cup dell'ospedale di Pescara dei lavoratori delle cooperative che forniscono servizi mensa e pulizia negli ospedali, case circondariali, scuole e uffici pubblici. "Parliamo di lavoratori che attendono il rinnovo dei contratti da 49 mesi - ha detto Leonardo Piccinno della Fisascat Cisl Abruzzo-Molise - ma il problema non e' tanto il rinnovo con un aumento salariale, quanto la riconferma dei diritti dei lavoratori e la loro tutela perche' le aziende che hanno gli appalti, con la scusa di dover risparmiare cercano di abbassare le tutele. Per esempio c'e' l'obbligo per quanto riguarda il sistema degli appalti di riassumere il personale che lavora nell'ambito dell'appalto, e le aziende non vogliono piu' questo, ma precarizzare i lavoratori perche' e' poi piu' facile avere un lavoratore precario che non uno garantito. La verita' e' che il servizio pubblico paga contratti salati alle imprese e le imprese risparmiano sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini". La segretaria della Filcams Cgil di Pescara Alessandra Di Simone ha spiegato che "i lavoratori sono stressati perche' sottoposti a cambi di appalto, frequenti e non: solo per questo della ASL di escara, che ha comunque una scadenza triennale e valuta cosi' che ogni due tre anni il lavoratore e' costretto a rivedere la propria condizione lavorativa. Al di la' della clausola di salvaguardia rende l'occupazione garantita, noi chiediamo un aumento salariale, ma anche una considerazione per lavoratori che svolgono lavori importanti negli ospedali, nelle scuole, nelle caserme e negli uffici pubblici, garantendo servizi importanti e che in Italia sono un milione e mezzo e che attendono un rinnovo contrattuale necessario con il mantenimento degli standard". 

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Prostituta minaccia cliente con la siringa per rapinarlo, arrestata

Sale sull'auto di un cliente 73enne, con cui aveva contrattato una prestazione sessuale, ma poco dopo intima all'uomo di fermarsi, e sotto la minaccia di una siringa si fa consegnare il portafogli con 180 euro. Protagonista una 19enne pescarese, M.S., sottoposta agli arresti domiciliari per il reato di rapina aggravata. La misura cautelare, eseguita dal personale della Sezione Antirapina della Squadra Mobile della Questura di Pescara, e' stata emessa dal Gip Gianluca Sarandrea, su richiesta del Pm Barbara Del Bono. La giovane e' stata identificata, come responsabile della rapina compiuta in viale Tiburtina lo scorso 29 maggio, grazie all'esame delle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e grazie anche alle accurate descrizioni fornite dalla vittima.

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Ricorsi al Tar dei finanzieri per il pagamento delle indennita’ di servizi esterni

Sono 1.267 i finanzieri, appartenenti a 46 sezioni aeronavali di 15 regioni, a ricorrere al Tar contro il Comando Generale per l'indennita' per servizi esterni (che ammonta a circa 150 euro mensili): nove ricorsi sono stati gia' depositati, mentre altri 15 stanno per essere depositati in due successive tranche in questi giorni. Il trattamento economico era stato riformato nel maggio 2016 dal generale Saverio Capolupo a pochi giorni dal passaggio di consegne del comando della Guardia di Finanza al generale Giorgio Toschi e dalla sua nomina nel Consiglio di Stato. Nello scorso ottobre in risposta alla diffida a pagare l'indennita' - presentata da oltre mille finanzieri - il Comando Generale della Guardia di Finanza aveva fatto sapere che avrebbe emanato "a breve una apposita circolare" che doveva disciplinare nuovamente la materia "anche in considerazione delle aspirazioni degli interessati". Le regioni dei ricorrenti sono Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Marche, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria. Tra le disposizioni applicative introdotte dal nuovo Compendio del trattamento economico accessorio che hanno scatenato le rimostranze dei finanzieri c'e' quella di "non considerare esterne le attivita' di servizio eseguite in luoghi di lavoro che pur non facendo parte dell'immobile sede del reparto ne costituiscano pertinenza (ormeggi, garitte e hangar)", pur essendo spesso distanti chilometri dagli uffici di reparto; nel caso specifico risulta contestabile, secondo i militari, in base all'articolo 817 del codice civile, qualificare come pertinenza un'opera autonoma dall'immobile principale e, spesso, di proprieta' di altri soggetti. I finanzieri contestano, tra gli altri requisiti richiesti dal nuovo Compendio, l'esclusione dell'indennita' per l'esecuzione di servizi "aventi natura sporadica o occasionale" come ad esempio la manutenzione periodica dei mezzi (riparazione, carenaggio presso cantieri navali), eseguiti tutti 'a cielo aperto' con qualsiasi condizione meteo giornaliera; il fatto di considerare "il naviglio o i velivoli ricompresi tra le 'sedi esterne' solo durante i periodi di navigazione', escludendo quindi tutta una serie di servizi a bordo (Comandata, Pronti a muovere, approntamento e riassetto dell'unita') necessaria a preparare il mezzo per essere operativo; quest'ultima circostanza puo' incidere anche sul mancato riconoscimento dell'indennita', considerando la necessita' di un servizio della durata minima non inferiore a tre ore continuative. 

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Crollo hotel Rigopiano, la difesa del sindaco fa ricorso per avere lo spostamento a L’Aquila

I legali del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, indagati insieme ad altre quattro persone, per disastro colposo plurimo, lesioni plurime e omissione dolose di cautele contro infortuni sul lavoro, nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano, hanno presentato ricorso alla Procura generale contro la decisione del procuratore di Pescara Gennaro Varone e del pm Andrea Papalia, che hanno respinto la loro istanza di trasferire l'inchiesta da Pescara a L'Aquila. Gli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, che assistono Lacchetta, Colangeli e il Comune di Farindola, contestano il perno delle motivazioni della Procura pescarese, secondo la quale "non essendo mai stati ipotizzati e non apparendo in alcun modo ipotizzabili i delitti di disastro valanghivo o di crollo di edificio nella forma dolosa, il delitto piu' grave va individuato in quello, posto in essere nel circondario pescarese, di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro". I tre legali elencano una serie di motivazioni strettamente tecniche, sulla base delle quali "deve ritenersi che non risulti sostenibile, in diritto, l'ipotesi di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche ventilata dalla Procura di Pescara" e affermano che "risulta in realta' impensabile non sottoporre ad apposita indagine l'ipotesi di disastro doloso, a carico di organi regionali, e cio' tanto piu' alla luce delle acquisizioni investigative maturate in epoca successiva al deposito della denuncia". A giudizio degli avvocati di Lacchetta e Colangeli, infatti, sussiste una responsabilita' dolosa da parte di chi, negli uffici aquilani della Regione, non ha redatto, nonostante una legge e una delibera di giunta lo imponessero, la Carta di localizzazione dei pericoli valanghivi. "L'ipotesi delittuosa del disastro nasce da una constatazione assolutamente piana, fattibile da qualsivoglia esperto si voglia consultare in materia - rimarcano Valentini, Tatozzi e Manieri -. Non e' pensabile prevenzione, cautela o vincolo urbanistico in area montuosa, in assenza della Carta di Localizzazione di Pericoli da Valanga, obbligatoria ex lege regionale 47/92, in Abruzzo come nelle altre sette regioni valanghive italiane"

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